L'ITALIA DEI NOSTRI NONNI E PADRI ERA UN GRANDE PAESE, QUELLO DEI SAGGI E DI QUESTA CLASSE DIRIGENTE E' UNA NAZIONE CONDANNATA ALLA MARGINALITA'

E' passato più di un mese dalle elezioni e stiamo ancora cercando di capire se le forze politiche rappresentate in Parlamento saranno capaci di dare un Governo al Paese. Da quel poco che abbiamo capito il M5S non vuole fare alleanze con nessuno, anzi l'unico Governo possibile è quello guidato da un grillino (non si dovrebbe dire così, speriamo ci perdonino i cittadini del M5S), il cui programma è quello dei famosi 20 punti che chi vuole può leggere sul blog di Beppe Grillo. Il Pd che ha la maggioranza alla Camera ma non al Senato vorrebbe un Governo politico che possa ottenere la fiducia e partire dunque con quelle riforme essenziali per il Paese. Lo chiamano, quelli del Pd, governo del cambiamento. Ma non possono farlo perchè non hanno i numeri, non godono della fiducia del Parlamento e soprattutto non avranno mai i voti del M5S. Un governissimo o governicchio col Pdl? Giammai dicono i piddì: siamo incompatibili con Berlusconi. Il Pdl, stante la situazione di impasse, farebbe anche un Governo assieme al Pd, pur di avviare questa Legislatura, fare poche cose essenziali e tornare alle urne un'altra volta. Scelta Civica di Monti vuole un governo per il Paese, vorrebbe vedere assieme Pd, Pdl e Scelta Civica. Per ora stanno a guardare. Intanto per questioni che non sappiamo spiegare, pur avendo il 9-10 per cento del consenso, esprimono un premier e una marea di ministri, cioè il Governo ancora in carica, quello di Mario Monti in regime di prorogatio. E quello sarà il governo dell'Italia fino a quando non se ne insedierà uno nuovo. Nel frattempo che Bersani è riuscito a capire che ci ha fatto perdere un mese di tempo inseguendo il suo sogno di sedere a Palazzo Chigi pur sapendo che non avrebbe mai fatto un Governo perchè era pacifico e pubblico che non avrebbe mai ottenuto la fiducia della maggioranza del Parlamento, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano s'è inventato una cosa strana. Pare gliel'abbia suggerita il buon Mario Draghi, il capo dei banchieri della Bce. Napolitano invece di dimettersi (non l'ha fatto perchè i mercati non lo avrebbero capito) e dunque favorire l'immediata elezione di un nuovo Capo dello Stato che senza l'ossessione del semestre bianco poteva sciogliere le Camere e farci tornare a votare, ha nominato dei saggi (10) che dovranno individuare dei punti comuni, delle riforme urgenti su cui le forze politiche rappresentate in Parlamento possano trovare un accordo per dare vita ad un Esecutivo di scopo che faccia poche cose e poi si torna a votare. Nel frattempo che i saggi perdono o se volete spendono tempo, ovviamente, viene eletto il nuovo Capo dello Stato. I saggi che qualcuno pensava fossero graditi a tutti non piacciono a nessuno, anche perchè nessuno ha capito in base a quali criteri sono stati scelti, chi rappresentano e soprattutto che cosa dovrebbero fare. Mentre questo minuetto va avanti i disoccupati aumentano, i giovani che smettono di cercare lavoro aumentano, le fabbriche che chiudono pure, la pressione fiscale è un cappio al collo delle persone perbene e delle imprese, il cunero fiscale è una bella parola, il dimezzamento del numero dei parlamentari una chimera, l'abolizione delle province e di una marea di enti amministrativi intermedi che altro non sono che stipendifici di trombati politici nullafacenti rimane lettera morta, la fine del finanziamento pubblico dei partiti resta una promessa mancata e un esito referendario mai rispettato, la legge elettorale che garantisce instabilità e ingovernablità una grandissima porcata che ieri conveniva al Pdl, domani al Pd e dopodomani a chissà chi visto che non la cambiano mai se non a chiacchiere in tv o sui giornali. E potrei andare avanti. Altro che i venti punti del M5S. Questi signori stanno uccidendo l'Italia sotto i nostri occhi per biechi calcoli elettoralistici. Noi dobbiamo dire loro, a prescindere dalle nostre idee politiche, comunque la pensiamo, FATE PRESTO, L'ITALIA HA BISOGNO DI POLITICA, DI BUONA POLITICA, NON UCCIDETE LA SPERANZA DI UN GRANDE PAESE. I NOSTRI NONNI, I NOSTRI PADRI CI HANNO CONSEGNATO UN GRANDE PAESE, NOI LO STIAMO CONDANNANDO ALLA MARGINALITA'. 

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