PROVINCIA DI NAPOLI, CESARO LASCIA MA LA SUA GIUNTA PROSEGUE. PD SUL PIEDE DI GUERRA: SUO ADDIO DIMOSTRA CHE PENSA AI SUOI INTERESSI

Cambio al vertice della Provincia di Napoli. Come sta accadendo in numerosi enti tra province e comuni, l'attuale presidente, l'esponente del Pdl Luigi Cesaro, si fa da parte per potersi candidare alle prossime Politiche.Ma il suo addio, determinato da una procedura di incompatibilita' con la carica di parlamentare votata stamane dall'assemblea a maggioranza (con i voti di Pdl, Udc e Federazione della Sinistra), non comportera' lo scioglimento del Consiglio provinciale che andra' avanti fino al 31 dicembre del 2013, quando e' prevista la trasformazione in citta' metropolitana. Allo stesso modo sara' garantita la continuita' amministrativa dell'ente che passa ora nelle mani del vice di Cesaro, l'assessore ai Trasporti Antonio Pentangelo, proprio ieri nominato vicepresidente al posto del dimissionario Alfano.
Cesaro oggi non era in aula, ma ha preso atto del voto del Consiglio facendo seguire subito dopo le dimissioni che ha giustificato con l'impossibilita' di governare l'ente con profitto alla luce dei tagli imposti dal governo con la spending review. "Cesaro sara' ricordato  semplicemente come il peggior presidente della storia della Provincia  di Napoli". Cosi' Gino Cimmino, segretario provinciale del Pd di  Napoli. "L'ultimo blitz che ha messo a segno 24 ore prima che si  votasse la sua decadenza con la raffica di nomine che ha sottoscritto  in pochi minuti ha segnato l'ennesima pagina vergognosa della sua  amministrazione, dedita solamente a distribuire poltrone e prebende  agli amici e agli amici degli amici. Il tutto, come se la crisi  economica e la serieta' e l'austerita' che giustamente chiedono i  cittadini alle istituzioni per lui non valesse. E' stato - sottolinae  Cimmino l'ennesimo schiaffo in faccia a chi deve sopravvivere tra  mille difficolta', a coloro i quali le stesse istituzioni chiedono  sacrifici per superare questo momento cosi' buio della nostra storia".

      "In due anni e mezzo di amministrazione - prosegue - Cesaro si  e' rivelato un uomo assolutamente incompatibile ad ogni tipo di regola democratica. Il suo addio per la candidatura in Parlamento la dice  lunga su un politico che ha sempre pensato a suoi interessi, mai a  quelli della collettivita'. Per incapacita' e per un modo di  interpretare la politica che noi, come Pd, avversiamo con tutte le  nostre forze".
      "Per questo, sulla base del lavoro svolto in questi anni dal  nostro gruppo consiliare a Santa Maria la Nova, abbiamo gia' chiesto  un incontro al prefetto e al ministro dell'Interno: la sua  spregiudicatezza non puo' passare sotto silenzio", conclude il  segretario provinciale del Pd di Napoli.

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