CAMORRA:PIZZO NEL PARCO DI 'GOMORRA',MANETTE A COMPARSA PRESI DUE AFFILIATI CLAN CASALESI. ESTORSIONI A INQUILINI

Utilizzato come set del film Gomorra, il Parco Saraceno, fatiscente complesso residenziale situato a Castel Volturno (Caserta), era anche e soprattutto il regno del clan camorristico dei Venosa. Questo lo scenario delineato dai carabinieri della Compagnia di Mondragone che oggi hanno arrestato una delle comparse del
film di Matteo Garrone, Marcello D'Angelo, 47 anni, residente proprio al Parco Saraceno, insieme con la convivente 40enne Anna Iannone, con l'accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Lo stesso reato per cui finì in cella nel 2009 Giovanni Venosa, che in Gomorra vestiva i panni di un camorrista, interpretando in pratica sé stesso, così come Bernardo Terracciano - nel film aveva il nome di 'Zi Bernardino' - arrestato nel 2008 come fiancheggiatore di Giuseppe Setola, e Salvatore Fabbricino, boss di Scampia nel film e pusher nella realtà. I carabinieri, coordinati dai pm Cesare Sirignano della Dda di Napoli e Baldassarre Belluccio della Procura di Santa Maria Capua Vetere, hanno scoperto come il clan Venosa gestisse ogni traffico all'interno del Parco Saraceno, a partire dallo spaccio di droga, nonostante i continui arresti dei capi, dal fondatore Luigi detto 'Giggino O Cucchiere' ai fratelli Umberto e Giuseppe passando per i nipoti Pietropaolo e Salvatore, quest'ultimo collaboratore di giustizia; decisive sono state le sue dichiarazioni come quelle dell'altro pentito Roberto Vargas e le denunce di alcuni inquilini. D'Angelo e la Iannone, secondo quanto emerso dalle indagini, imponevano il pizzo per conto dei 'Cocchieri' sotto forma di canone d'affitto agli inquilini del Parco, circa 30 famiglie tutte abusive, essendo il complesso abbandonato da oltre 20 anni dai proprietari, tra cui la famiglia Coppola, che peraltro non si sono mai interessati della manutenzione; negli appartamenti semi-distrutti e inagibili e invasi di rifiuti, gli occupanti così si riforniscono illegalmente di tutto ciò che occorre, dalla corrente elettrica al gas all'acqua. E su tali servizi 'rubati', che la coppia riusciva a farsi pagare il pizzo con minacce e aggressioni fisiche; quasi un'agenzia immobiliare che decideva a chi dare l'alloggio, e che ogni mese riscuoteva dai 300 ai 500 euro a famiglia comprensivi di fitto, di una sorta di tassa condominiale per la raccolta dell'immondizia e dell'allaccio dei contatori abusivi. Chi non pagava veniva cacciato con la forza, come un nigeriano, picchiato e sfrattato. Qualche settimana fa al Parco Saraceno si è tenuto il "festival dell'illegalità", una kermesse in chiave provocatoria organizzata da tre associazioni (Collettivo Latrones, Villaggi Globali e Scaput Mundi) con lo scopo di richiamare l'attenzione delle istituzioni. In quell'occasione la Iannone, madre di 4 figli, parlando con i giornalisti aveva detto: "Siamo contenti che qualcuno si ricordi di noi. Mio marito fa il camionista, vorremmo andarcene ma non ne abbiamo la possibilità. Al Comune abbiamo detto che volevamo i contatori per l'acqua e l'elettricità, ma loro dicono che non è possibile, perché siamo abusivi''. 

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