SENTENZA FAVOREVOLE A NOICONSUMATORI.IT,LA TARSU NON SI PAGA PER INTERO SE IL COMUNE NON RENDE UN BUON SERVIZIO DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI

Quello che leggete è il comunicato stampa reso noto dall'associazione NOICONSUMATORI.IT in merito ad una sentenza relativa al pagamento della Tarsu a Napoli


COMUNICATO STAMPA DELL’ASSOCIAZIONE NOICONSUMATORI.IT

PER L’ANNO 2008 I NAPOLETANI POSSONO PAGARE LA TARSU IN MISURA NON SUPERIORE AL 40 PER CENTO DI QUANTO RICHIESTO. LO STABILISCE UNA SENTENZA DELLA COMMISSIONE TRIBUTARIA DI NAPOLI

La logica della prima sentenza emessa dalla Commissione Tributaria di Napoli (la n.700/09 della 14 sezione) che si è espressa su una delle tante controversie tra cittadini ed amministrazione comunale in merito alla pretesa di pagamento della Tarsu (aumentata del 60%) nel periodo dell’emergenza rifiuti, è tanto semplice quanto scontata dal punto di visto logico e giuridico: non si può pretendere di aumentare la tassa dello smaltimento dei rifiuti e pretenderne il pagamento quando non si riesce a fornire il servizio di raccolta e smaltimento.
“Ed è quello che ha stabilito il Collegio dei Giudici Tributari (Presidente Elefante, giudice relatore FRUNZI e giudice a latere Lupo), che ha accolto – spiega Angelo Pisani di NOICONSUMATORI.IT - il primo ricorso di natura tributaria presentato contro una cartella esattoriale per la Tarsu pretesa dal comune di Napoli a carico di un contribuente per la mancata erogazione del servizio. Ebbene, nel ricorso contro il pagamento della Tarsu nel 2008, e cioè all’apice dell’emergenza rifiuti – prosegue Pisani – acclusi agli atti dei giudici tributari quella che ritenevo essere la prova logica dell’assurdità della pretesa della Tarsu che il comune di Napoli pretendeva aumentare fino al 60 per cento: il libro “Monnezzopoli” del giornalista napoletano di Sky tg 24 Paolo Chiariello. Ebbene quel libro, tanto pubblicizzato anche da tutti i media, documentava analiticamente non solo le truffe e le malversazioni che avevano alimentato l’emergenza rifiuti ma il fatto che la Campania da almeno 15 anni non aveva un ciclo dei rifiuti e ai cittadini napoletani non veniva offerto un servizio per il quale era lecito pagare la tassa. Dunque – spiega Pisani - finalmente dei giudici hanno stabilito che in Italia è ancora vigente un principio semplice semplice: le tasse si pagano per ottenere in cambio un servizio, una prestazione. A Napoli, invece, la tassa sulla spazzatura, la Tarsu, si paga ma il comune non fa nulla per meritarsi quei soldi. Ma con questa sentenza non è più così. Il balzello della Tarsu si può pagare ma in misura ridotta, e cioè non più del 40 per cento di quello che il comune pretende”.

ANGELO PISANI PROMETTE POI ANCORA BATTAGLIA IN FAVORE DEI CONTRIBUENTI CONTRO EQUITALIA E QUEI COMUNI CHE PER TASSE ED AUMENTI NON DOVUTI HANNO IPOTECATO CASE ED ATTIVATO PROCEDURE ESECUTIVE, EVIDENZIANDO, INOLTRE CHE SULLA QUESTIONE E’ ATTESO A GIORNI IL PROVVEDIMENTO DELLA CORTE EUROPEA DI CONDANNA DELLO STATO ITALIANO PER LO SCANDALO RIFIUTI, CHE POTRBBE APRIRE LE PORTE A GIUSTI RISARCIMENTI IN FAVORE DI MILIONI DI VITTIME, E NEL RISPETTO DEI FONDAMENTALI PRINCIPI DI DIRITTO AUGURA ANCHE L’ACCOGLIMENTO DEI SUCCESSIVI RICORSI PRESENTATI AVVERSO L’ULTIMA BEFFA E INGIUSTIFICATO AUMENTO DI OLTRE IL 60% PRETESO DAL COMUNE DI NAPOLI PER LA TARSU

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