CAMPANIA REGIONE CHE RIPUDIA IL NUCLEARE PER USI CIVILI, LO STABILISCE UNA NORMA DELLA FINANZIARIA REGIONALE

Una norma approvata dal Consiglio regionale della Campania nell'ultima Finanziaria preclude la possibilità di costruire impianti di produzione di energia elettrica nucleare sul territorio regionale.
"In assenza di intese con lo Stato - recita il comma 2 dell'articolo 1 del testo varato all'alba del 31 dicembre - in merito alla loro localizzazione, il territorio della Regione Campania è precluso all'installazione di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione e di stoccaggio del combustibile nucleare nonchè di depositi di materiali radioattivi". La norma si pone in netto contrasto con il piano del governo che vede nella realizzazione delle centrali la soluzione per risolvere il deficit energetico del Paese. Altre regioni avevano trattato la materia opponendosi con un ordine del giorno. Ed è polemica nella regione tra maggioranza e opposizione: "Abbiamo salvato la Campania da un piano scellerato. Ora il governo - sottolinea il presidente della commissione Bilancio Nicola Marrazzo dell'Idv, il partito che si è fatto promotore della norma - deve concordare le sue scelte con la Regione, mentre prima poteva fare ciò che voleva. Con questa legge abbiamo piantato un paletto forte e resistente". Dal Pdl il capo dell'opposizione, Franco D'Ercole, annuncia un possibile ricorso del governo alla Consulta: "La scelta sul nucleare - osserva - risponde ad una scelta strategica nazionale che e' sottratta alla competenza regionale. Abbiamo contestato duramente la norma con un emendamento che e' stato bocciato. E' una scelta sbagliata - conclude - per una regione che ha un forte deficit energetico".

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