"IL FIGLIO DI DI PIETRO MI CHIEDEVA SPESSO NOTIZIE SU LAVORI PUBBLICI E MI SEGNALAVA PROFESSIONISTI DA FAR LAVORARE", DICE AL "MATTINO" MARIO MAUTONE

"Il figlio di Di Pietro mi chiamava al telefono per informazioni su lavori pubblici e mi segnalò tre o quattro nomi di professionisti molisani da inserire in commissioni di collaudo, e io lo feci. Nulla di illegale, era una mia prerogativa, parliamo di incarichi di tremila euro ogni due anni". Lo dice, in un'intervista a Il Mattino, Mario Mautone, ex provveditore alle Opere pubbliche di Campania e Molise, nel periodo tra il 2003 e il 2007, successivamente trasferito a Roma.
Mautone, nell'intervista, si sofferma anche sull'inchiesta sul Global Service del Comune di Napoli, al centro delle indagini della Procura partenopea. A trasferirlo a Roma fu proprio Antonio Di Pietro, all'epoca ministro, dopo aver appreso dell'esistenza di un'inchiesta sul suo conto, quella relativa al Global Service, ma Mautone risponde che quel trasferimento "fu una scorrettezza nei miei confronti. La verità è che fui trasferito da Di Pietro perchè evidentemente non ero del suo partito". Quanto al figlio dell'ex ministro, Cristiano, consigliere provinciale a Campobasso, "mi chiamava spesso quando ero provveditore di Campania e Molise, ha smesso di farlo quando non gli servivo più". Quanto all'ex assessore Nugnes, sucidatosi a Napoli, gli sembrò, nei suoi incontri, "sereno, equilibrato. Non mi sembrava mosso da interessi di parte".

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