GIROLAMINI: DON MARSANO A PM, NON SAPEVO DI LIBRI SOTTRATTI


''Ho considerato una fortuna l'arrivo e la nomina di De Caro. Mi sono lasciato convincere da lui che l'unico modo per risanare la biblioteca era quello di lavorare in proprio con l'aiuto dei suoi collaboratori''. Lo ha detto l'ex conservatore della storica biblioteca dei Girolamini, don Sandro
Marsano, nel corso dell'interrogatorio di garanzia reso al gip Francesca Ferri l'8 ottobre scorso. Il sacerdote e' infatti agli arresti domiciliari con l'accusa di peculato in concorso con varie persone, tra cui appunto l'ex direttore Marino Massimo De Caro. Secondo il pool di pm che, con il coordinamento del procuratore aggiunto Giovanni Melillo, indagano sulla devastazione della struttura, dalla quale sono stati prelevati illecitamente migliaia di libri antichi, don Marsano ha aiutato De Caro e i suoi collaboratori, in particolare consentendo l'accesso alla biblioteca di persone estranee e disponendo la disattivazione degli impianti di antifurto e telecamere di sicurezza. Questa invece la versione del sacerdote, che e' assistito dagli avvocati Bruno Von Arx e Manlio Pennino: ''De Caro disponeva di denaro personale per il risanamento, certamente non c'erano fondi pubblici. Non mi ha mai detto di dover vendere o di aver venduto doppioni di libri (come lo stesso ex direttore aveva sostenuto in un interrogatorio investigativo, ndr) per recuperare il denaro per il risanamento. Ho visto De Caro tirare fuori dalla tasca mazzette di denaro. Al fine di consentirgli di pernottare presso la foresteria del monumento, ho fatto fare dei lavori pagandoli con il mio denaro personale. Successivamente De Caro mi diede del denaro per completare i lavori. Non ho mai dato l'ordine di spegnere il sistema di videocamere. Ho chiesto di disattivare gli allarmi su specifica richiesta di De Caro''.

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