TANGENTI FINMECCANICA, PAOLO POZZESSERE INTERROGATO PER TRE ORE A POGGIOREALE DICE: NIENTE TANGENTI MA SOLO MILLANTERIE AL TELEFONO

Non sa nulla di tangenti per le forniture a Panama, ed e' indotto a credere che si tratti solo di millanteria. Ed e' portato a escludere che il presidente della Repubblica centramericana chiedesse soldi per consentire la conclusione dell'affare, perche' sa che Ricardo Martinelli possiede grandi ricchezze. Cosi', in sintesi, il dirigente di Finmeccanica Paolo Pozzessere, arrestato con l'accusa di corruzione internazionale nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla procura di Napoli, replica alle contestazioni che gli vengono mosse nell'ordinanza di custodia cautelare. Circa tre ore e' durato l'interrogatorio dell'ex direttore commerciale della holding, attualmente ''senior advisor'' per i rapporti con la Russia, ascoltato nel carcere di Poggioreale dal gip Dario Gallo. All'interrogatorio ha partecipato anche il pm Vincenzo Piscitelli che la prossima settimana, insieme al pm Henry John Woodcock, sentira' di nuovo il dirigente per approfondire varie questioni emerse nel corso della lunga e complessa indagine sulle forniture estere da parte delle societa' del gruppo. Assistito dall'avvocato Carlo Marchiolo, Pozzessere ha offerto spiegazioni su una serie di vicende al centro dell'l'attenzione degli inquirenti a cominciare dalle circostanze contestate nel capo di imputazione, ovvero la presunta promessa di una tangente di 18 milioni di euro a presidente di Panama Ricardo Martinelli e ad altri politici dello stato centramericano per la fornitura di elicotteri, nonche' di un sistema di sorveglianza costiera e della messa a punto della cartografia del territorio. Si e' soffermato in particolare sul ruolo di Valter Lavitola, l'ex direttore dell'Avanti arrestato nei mesi scorsi nel corso della inchiesta sugli appalti Finmeccanica. Pozzessere ha affermato di conoscere Lavitola come uomo vicino all'ex premier Silvio Berlusconi, ma si e' detto convinto che l'ex direttore dell'Avanti abbia millantato per quanto riguarda la tangente al presidente panamense. Ha aggiunto a tale proposito di non credere nell'ipotesi della corruzione anche perche' sa che Martinelli e' un uomo assai facoltoso che, a suo dire, non ha certo bisogno di intascare mazzette. La deroga alle prassi ordinarie da parte di Finmeccanica per quanto riguarda le procedure per l'appalto, viene spiegata dall'indagato proprio con il fatto che Lavitola veniva ritenuto ''uomo di Berlusconi''. Nel corso dell'interrogatorio e' stata affrontata anche la questione della presunta maxitangente per la vendita di navi al Brasile - altra vicenda al centro dell'inchiesta, ma non contestata nell'ordinanza di custodia a Pozzessere - per la quale hanno ricevuto un avviso di garanzia l'ex ministro Claudio Scajola, il parlamentare Pdl Massimo Nicolucci e il presidente degli industriali napoletani Paolo Graziano. Pozzessere ha spiegato di non ritenere credibile l'ipotesi accusatoria: della presunta tangente, pari all'11 per cento rispetto all'importo di 5 miliardi di euro, avrebbe solo raccolto voci negli ambienti Finmeccanica, ma le avrebbe considerate anche in questo caso delle semplici millanterie. Ha quindi ammesso di aver parlato delle voci che circolavano sulla tangente con Lorenzo Borgogni, l'ex responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica le cui rivelazioni sono alla base del versante ''brasiliano'' dell'inchiesta. Pozzessere ha anche risposto alle domande sulla recente scoperta di suoi depositi bancari in Svizzera. Ha sottolineato a tale proposito di essere titolare di un solo conto sul quale avrebbe versato qualche centinaia di migliaia di euro (somme poi ''scudate'') frutto di risparmi e di consulenze offerte a societa' estranee a Finmeccanica. Al termine dell'interrogatorio, l'avvocato Marchiolo ha presentato una istanza di revoca del provvedimento restrittivo. Su un altro fronte dell'inchiesta, quello delle presunte tangenti al governo indiano, intanto, oggi il ministero indiano della Difesa ha sollecitato l'Italia a fornire una risposta sulla fornitura di elicotteri Augusta Westland per il trasporto di personalita' politiche: ''In riferimento a notizie apparse sulla stampa relative a presunte irregolarita' da parte di Agusta Westland nel contratto di 12 elicotteri per il trasporto di personalita', il ministero della Difesa, attraverso il ministero degli Affari Esteri indiano, ha nuovamente sollevato la questione con il governo italiano - si legge in una nota - e ha chiesto una celere risposta sull'argomento''. In particolare, ''al governo italiano e' stato richiesto di fornire informazioni, se ce ne sono, sulla presenza di intermediari, individui o entita' indiane coinvolte nel contratto''. Dal canto suo AgustaWestland, anche in questo caso con una nota diffusa a New Delhi in merito alle notizie della stampa indiana, ha ribadito oggi di non aver commesso ''alcuna irregolarita' durante il processo di aggiudicazione di elicotteri AW101 al ministero della Difesa''.

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