IL BELPAESE DEI MORTI CHE INCASSANO LE PENSIONI AI TEMPI DELLA SPENDING REVIEW

Ogni giorno, ad ogni latitudine italica, leggiamo di persone morte che però continuano a ritirare regolarmente gli assegni di pensione dai loro enti previdenziali. Morti che riscuotono pensioni. Succede anche questo nel Belpaese. Ovviamente chi è passato a miglior vita non può andare alle Poste a incassare la pensione ma al
suo posto si presenta chi, parente o affine, illo tempore era stato incaricato di farlo con tanto di delega scritta e firmata. Ma quante sono le pensioni incassate dai morti? Quanto denaro viene mensilmente truffato all'Inps, all'Inail, all'Enpals e agli altri enti previdenziali? In tempi di spending review e cioè di risparmi di risorse pubbliche, di buon andamento della pubblica amministrazione, di corretto impiego di risorse pubbliche, ci sarebbe una operazione di routine banale che sono certo farebbe bene all'Erario oltre che alle casse degli enti di previdenza. Quale? Chiedere ai finanzieri, ai carabinieri, ai poliziotti, ai dipendenti dell'Agenzia delle Entrate di incrociare i dati anagrafici degli 8mila e passa comuni con quelli degli enti previdenziali. Operazione faticosa ma semplicissima. E sono certo che scopriremo migliaia di morti che incassano anche da anni le pensioni, truffando così la Stato. A questi signori si sospende la pensione e si chiede la restituzione del malloppo. 

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