L'EUROPA SI FIDA DEL PIANO RIFIUTI DELLA CAMPANIA. ORA TOCCA METTERLO IN PRATICA PER EVITARE LE SANZIONI

Il commissario Ue all'Ambiente, Janez Potocnik, ha dato altri cinque mesi di tempo all'Italia per dimostrare concretamente che il nuovo piano di gestione dei rifiuti in Campania funziona. Se di qui a giugno il calendario di attuazione delle diverse misure del piano ('cronoprogramma') verrà attuato puntualmente, Bruxelles rinuncerà a portare avanti la procedura d'infrazione che sta preparando contro l'Italia per non esecuzione della sentenza della Corte europea di Giustizia del 4 marzo 2010. E' il risultato dell'incontro del commissario, questo pomeriggio a Bruxelles, con il ministro dell'Ambiente Corrado Clini e con la triade delle massime autorità locali (il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il presidente della Provincia Luigi Cesaro e il governatore della Campania Stefano Caldoro). Nel frattempo, ha precisato Potocnik in una conferenza stampa insieme a Clini al termine dell'incontro, la Commissione comincerà a sbloccare una parte dei fondi Ue di coesione per lo sviluppo regionale che erano stati congelati, proprio in attesa del nuovo piano. Bruxelles, tuttavia, ha fatto puntualizzato il commissario manterrà un controllo stretto sull'uso di questi finanziamenti, che dovrà essere coerente con le priorità stabilite dalla 'gerarchia' fra i modi di gestione dei rifiuti stabilita dalle norme comunitarie (prima prevenzione, poi riuso, quindi riciclaggio nelle varie forme, compreso il compostaggio, poi incenerimento con recupero di energia e infine, come ultima soluzione quando è davvero inevitabile, messa in discarica). Che non si tratti affatto di un semplice rinvio, o di assegno in bianco all'Italia, Potocnik lo ha chiarito subio: "L'Italia - ha detto - non ha ancora applicato la sentenza della Corte Ue", che aveva condannato le autorità competenti per la gestione fallimentare di rifiuti che aveva messo in pericolo la salute umana e l'ambiente a Napoli e in Campania. "La situazione - ha aggiunto Potocnik - non è ancora stabile, e noi stiamo continuando a preparare il nuovo ricorso", che comporterebbe la richiesta di cospicue multe giornaliere da pagare per tutta la durata della violazione del diritto comunitario, fin dalla prima sentenza. Il commissario, tuttavia, ha definito il nuovo piano inviato a Bruxelles il 16 gennaio come "un passo avanti importante", e si è detto anche "incoraggiato" dal fatto dall'impegno dimostrato con la loro presenza oggi a Bruxelles di tutte le autorità competenti, nazionali e locali.

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