MUTI, ORGOGLIO DI NAPOLI, IN TRIONFO AL SAN CARLO DOVE DIRIGE MAGISTRALMENTE LA MESSA DA REQUIEM DI GIUSEPPE VERDI.NAPOLI PUO' RIPARTIRE DALLA CULTURA

Comincia da Riccardo Muti il nuovo corso del Teatro di San Carlo. Sara' anche un caso ma nel giorno dell'ennesimo trionfo del maestro napoletano,dodici minuti di applausi, osannato da un Massimo delle grandissime occasioni (quattro ministri in sala), nella simbolica Messa di Requiem di Verdi a festeggiare la fine dell'anno del Centocinquantenario dell'unita' italiana,il teatro torna dalla gestione commissariale di Salvo Nastasi a quella ordinaria della Fondazione, presieduta dal sindaco Luigi De Magistris. 'Non sono grande - risponde Muti alla terza uscita- ad un complimento urlato dal pubblico, sono napoletano'. Poi si rivolge ai ministri 'restate vicini a questo teatro,affinche' la gloria di Napoli possa proseguire per sempre'. Se Rosanna Purchia confermata Sovrintendente all'unanimita' e lo stesso Nastasi rimasto comunque nel Cda sembrano assicurare la continuita' (''abbiamo fatto le formichine,nel 2007 c'era il rischio fallimento'') dopo tre anni di risanamento economico e restauri la novita' della serata e' il sindaco De Magistris 'emozionato e commosso' che racconta subito la sua idea di 'teatro aperto' e parla di valorizzazione dei lavoratori (ultimo atto di Nastasi la stabilizzazione di 35 precari). Ma questa e' stata sopratutto la serata della festa e della musica di Verdi con un Muti che conferma più' che mai il suo feeling con l'Orchestra e il Coro del San Carlo, (questo straordinariamente preparato da Salvatore Caputo) mentre proprio Nastasi annuncia nuove future collaborazioni ('col maestro basta la parola'). Molto applauditi anche i solisti Krassimira Stoyanova (scelta da Muti anche per "Otello" in forma di concerto con la Chicago Symphony Orchestra), Sonia Ganassi (grande "signora" della lirica italiana), Matthew Polenzani (tra i migliori tenori della sua generazione) e Riccardo Zanellato (che Muti ha voluto per il ruolo di Banco nel suo "Macbeth"). Rapporto importante quello del maestro con il Requiem, diretto al Lirico di Napoli soltanto nella Stagione 1974/75, e valsogli nel 2010 il prestigioso Grammy per le categorie "best classical album" e "best choral album". E anche nella bella serata sancarliana l'opera del compositore simbolo del Risorgimento afferma ancora una volta il suo fascino potente ("una lotta quasi fisica tra l'uomo e Dio", la definisce Muti) che abbina valore artistico e identità storica,fu scritta infatti per commemorare la scomparsa di Alessandro Manzoni, il 23 maggio 1873, Verdi la diresse un anno dopo in prima assoluta nella Chiesa di San Marco a Milano. Il finale e' un trionfo. Applaudono dal palco reale i quattro i ministri, Anna Maria Cancellieri, Paola Severino, Lorenzo Ornaghi ministro dei beni culturali ('il suo obiettivo e' la defiscalizzazione dei contributi privati, questo cambierebbe davvero tutto' racconta Nastasi) Filippo Patroni Griffi, e in platea defilato come un vero melomane, Roberto Benigni con Nicoletta Braschi ('sono un abbonato,scherza l'artista,qui vengo spesso,il San carlo e' bellissimo' dice brindando con un Viva Napoli). ''Sono soddisfatto di come sono andate le celebrazioni per l'unità -aggiunge il comico toscano- e le ripeterei tutti gli anni. Questa è la serata dell'unità e Napoli ne è il simbolo nel mondo''.Entusiasta,con loro Roberto Bolle,anche lui grande fan sancarliano.

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