DON CIOTTI E LA GUERRA ALLA MAFIA: OCCORRE COMBATTERE LA ZONA GRIGIA CHE LA AFFIANCA E LE DA FORZA

"Tutte le vittime di mafia sono morte per la democrazia. A noi è chiesto di conoscere, di lottare contro tutte le forme di illegalità. La forza della mafia sta fuori, nella zona grigia che l'affianca e lo dimostrano le ultime operazioni''. Lo ha detto don Luigi Ciotti agli studenti dell'istituto alberghiero Ipssar Cascino di Palermo, riferendosi agli arresti a Campobello di Mazara, dove per associazione mafiosa e' finito in carcere anche il sindaco. Don Ciotti ha ricordato altre vittime di mafia e ha conosciuto i progetti sulla legalita' portati avanti dai ragazzi. ''A Partanna, nel Trapanese, c'è la tomba senza nome di una donna che cercava verita' e giustizia - ha detto don Ciotti - e' la tomba di Rita Atria. Non e' possibile che in Italia ci sia una tomba senza nome di una donna cosi coraggiosa. Hanno perfino truccato la foto, facendola diventare una signora 50/enne, quando era solo una ragazza''. ''La lotta alla mafia inizia dai diritti sociali - ha aggiunto il fondatore di Libera - lo credeva anche il prefetto Dalla Chiesa che ripeteva qui in Sicilia: 'lo Stato dia come diritto ciò che le mafie danno come favore'. Ad accogliere don Ciotti e' stata la preside dell'istituto Lucia Ievolella, figlia di Vito, il maresciallo dei carabinieri ucciso dalla mafia a Palermo il 10 settembre del 1981.

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