PRESO 29ENNE ESTORSORE CHE VOLEVA IMPORRE IL PIZZO AD UN IMPRENDITORE DI POMIGLIANO D'ARCO

Il 27 febbraio 2010, alle ore 20.00, in Pomigliano d’Arco (Na), a conclusione di attività info-investigativa, i Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna hanno tratto in arresto in flagranza di reato CATALANO Marco (29enne di Acerra, già noto alle FF.OO.), ritenuto affiliato al clan “Moccia” operante nel comune di Afragola (Na), responsabile del reato di tentata estorsione, con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi del vincolo associativo ed al fine di agevolare l’associazione camorristica di riferimento.
Nel corso di un predisposto servizio di osservazione, controllo e pedinamento, i Carabinieri hanno sorpreso e bloccato il predetto che si era presentato a casa di un imprenditore 39enne di Pomigliano d’Arco, titolare di una ditta edile, nel tentativo di estorcergli inizialmente la somma contante di euro 1.000,00 (mille), in nome e per conto del clan “Moccia” a cui risulta affiliato, onde consentirgli la tranquilla prosecuzione dell’attività imprenditoriale.
Durante la perquisizione personale, i militari rinvenivano, nella disponibilità del CATALANO ed occultata sotto l’abbigliamento, una pistola revolver scenica modello Olimpic cal. 38 con cinque colpi a salve nel tamburo, utilizzata per compiere l’azione delittuosa ed incutere maggiore timore nella vittima; l’arma scenica è stata poi sottoposta a sequestro.
L’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Napoli Poggioreale.

L’attività svolta a Pomigliano d’Arco rientra in un più articolato dispositivo sviluppato dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli che, con un’intesa sottoscritta nell’agosto del 2007 con l’ACEN (Associazione Costruttori Edili di Napoli) e con la FAI (Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura Italiane), hanno formalizzato la vicinanza dell’Arma dei Carabinieri alle esigenze degli imprenditori edili: dal momento della sottoscrizione dell’intesa, i Carabinieri hanno svolto numerosi servizi contro i tentativi di estorsione, anche grazie alla preziosa collaborazione fornita dagli imprenditori che sono stati vittime del racket.

A questo, va poi aggiunto il valido contributo fornito dall’Associazione Antiracket che segue e sostiene gli imprenditori rimasti coinvolti in episodi delittuosi.

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