PENSIONATO STROZZATO DAGLI USURAI PER PAGARE LE SPESE ALLA NIPOTINA ADOTTATA. LI DENUNCIA E LI MANDA IN CELLA

Ha prima adottato una nipotina rimasta orfana e poi, non riuscendo a sostenere le spese di mantenimento, ha dovuto fare ricorso agli usurai che le hanno chiesto presiti esorbitanti fino ad impossessarsi della sua pensione. Priva di soldi, due anni fa si è ritrovata da sola nella miseria piu' assoluta, senza piu' forniture di luce e gas tagliate per morosità. Oggi pero' i presunti usurai sono stati raggiunti da una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli ed eseguita da polizia e carabinieri. I destinatari del provvedimento, in tutto sei, legati da vincoli di parentela dovranno rispondere di numerosi episodi di estorsione e usura realizzate con modalita' mafiosa a danno di persone residenti a Ercolano e nei comuni limitrofi. Decisiva in questo caso per il risultato dell'indagine, la denuncia della vittima. Tutto e' iniziato nel 1988 quando la signora oggi 82enne si e' presa cura di una nipotina rimasta orfana: l'ha adottata e le ha dovuto pagare le spese nel collegio nel Beneventano. Non potendo fronteggiare l'incombenza, si e' rivolta ad alcune persone chiedendo un prestito (poi accordato) di un milione di vecchie lire. Ogni mese la donna avrebbe pero' dovuto pagare 480 mila lire di interessi. Ha quindi accumulato debiti e ha chiesto l'aiuto economico ai suoi congiunti.
La situazione e' precipitata quando non riuscendo piu' a pagare il debito l'anziana donna si è' vista costretta a consentire alla riscossione diretta della propria pensione da parte dei suoi aguzzini. Senza piu' luce e gas tagliati per morosita', non c'era piu' alcuna via d'uscita se non la denuncia. E cosi', incoraggiata dalle due figlie la donna si e' decisa a raccontare tutto ai carabinieri della locale tenenza che hanno dato il via all'indagine. E questa mattina i provvedimenti restrittivi a carico di sei presunti usurai.
Secondo l'accusa i destinatari del provvedimento, avvalendosi di rapporti familiari e personali con esponenti del clan locale Iacomino-Birra, dopo avere imposto alle vittime il pagamento di interessi oscillanti tra il 15 e il 20% e minacciando l'intervento della criminalita' in caso di insolvenza, avrebbero costretto le stesse vittime a far fronte ai debiti contratti anche a prezzo di interi patrimoni. Sull'episodio il sindaco di Ercolano, Nino Daniele: "Riemerge la tragedia della poverta' che umilia e asserve ma anche la volonta' di reagire. Bisogna affrontare il tema del microcredito e del mutuo soccorso".

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