PROPOSTA DEL SINDACATO ASSOCASA: DIAMO AGLI SFRATTATI LE CASE SEQUESTRATE E CONFISCATE ALLA CAMORRA

La segreteria provinciale del Sindacato Inquilini, ASSOCASA ha diramato la seguente nota per la stampa:"Il 31 dicembre scorso è scaduta la proroga sugli sfratti riservata a chi è o abbia nel proprio nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento.Oggi, dopo che per tanti anni nessuno ha mosso un dito per trovare soluzioni ai problemi alloggiativi di chi è sottoposto a procedura per il rilascio della propria abitazione, tutti, chiedono al Governo nazionale di poter definire un nuovo periodo di proroga.Anche l'ASSOCASA chiede che il Governo possa concedere una nuova proroga ma solo per non far pagare alle famiglie coinvolte un prezzo troppo alto a causa dell'incapacità delle istituzioni locali prime tra tutte quel Comune di Napoli a nome del quale il Sindaco Iervolino, qualche giorno fa, faceva l'ennesimo appello all'esecutivo di Palazzo Chigi come se sia normale che tutti i problemi di questa città debbano essere risolti dal Governo Berlusconi.L'ASSOCASA in tutte le occasioni ed a tutti i tavoli in questo periodo ha ripetutamente chiesto all'amministrazione comunale di adottare provvedimenti seri per dare le prime parziali risposte al fabbisogno abitativo ottenendo dall'assessore competente solo generiche dichiarazioni di disponibilità dopo di che il nulla ed il vuoto.Così come abbiamo più volte chiesto una gestione più trasparente dell'ufficio casa di Sant'Eligio, dove non si capisce con quale criterio vengano assegnate le poche case che si riescono a liberare dagli occupanti senza titolo e dove opera una commissione che è sempre la stessa da oltre 15 anni.Le proposte dell'ASSOCASA per garantire il passaggio da casa a casa delle famiglie di sfrattati prevedono di utilizzare:1) le tante case confiscate alla camorra che il comune di Napoli non riesce ad utilizzare per altri fini;2) le tante case di proprietà del comune del patrimonio storico che sono vuote, sottraendole al processo di dismissione in atto;3) le case del patrimonio ERP occupate abusivamente nell'ultimo anno".

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