domenica 29 novembre 2009
SPACCIO DI DROGA AL RIONE DON GUANELLA, UN ARRESTO DEI CARABINIERI. E' UN PUSHER
SCAPPA COL MOTORINO, INSEGUITO E ARRESTATO PERCHE' PICCHIA UN CARABINIERE
RISSA A COLTELLATE AL VOMERO, ARRESTATO UN 31ENNE
Poco prima delle 19.00, le volanti dei tre commissariati hanno raggiunto Via Domenico Fontana dove era stata segnalata una lite tra giovani ed uno di questi era rimasto ferito.
I poliziotti prontamente intervenuti, hanno accertato che poco prima Acunzo aveva litigato, per futili motivi, con un giovane 21enne ferendolo con un coltello al gluteo ed al torace. Dalle dettagliate descrizioni i poliziotti unitamente al finanziere hanno effettuato un controllo presso uno stabile, di via Domenico Fontana, dove abita il giovane, bloccandolo mentre tentava di raggiungere la sua abitazione utilizzando una scala di servizio. Il giovane è stato arrestato e condotto a Poggioreale.
Il ferito è stato accompagnato al Ospedale Cardarelli, dove è stato medicato e dimesso, con una prognosi di 5giorni.
CASALUCES. PRESIDE DI UNA SCUOLA PRIVATA ADESCAVA E ABUSAVA SESSUALMENTE DI MINORI BULGARI. SCOPERTA ANCHE LA CASA DEGLI ORRORI
L’uomo, Mario D’Angiolella, originario di Villa di Briano (CE), preside del Libero Istituto Accademico di Scienze Sociali, una università popolare con sede a Casaluce (CE), adescava minori stranieri, soprattutto zingari di etnia bulgara, e abusava di loro all’interno di un’abitazione di cui disponeva a S. Maria del Pantano (CE), nei pressi di Ischitella sulla strada statale Domitiana.
Il pedofilo è stato bloccato ieri pomeriggio, al termine di un’attività di pedinamento ed osservazione proseguita per l’intera giornata che ha permesso di individuare l’immobile all’interno del quale si consumavano le violenze.
La casa, uno squallido tugurio sporco e maleodorante, è tutt’ora ispezionato ed oggetto di un accurato sopralluogo finalizzato a reperire reperti scientifici utili alle indagini.
Le due giovani vittime, entrambe quattordicenni, bulgari residenti a Mondragone, dopo una breve sosta presso gli uffici della Squadra Mobile, sono stati riaccompagnati a casa ed affidati ai genitori.
Le indagini proseguono allo scopo di verificare le responsabilità dell’uomo in altri analoghi episodi.
sabato 28 novembre 2009
PRODOTTI FALSI SEQUESTRATI, NON C'E' PIU' SPAZIO NEI DEPOSITI DELLA GUARDIA DI FINANZA
RETATA DI NARCOS DELLA POLIZIA DI STATO A BOSCOREALE, ARRESTAE 5 PERSONE E SEQUESTRATI 52 CHILI DI HASHISH
I fatti si sono svolti all’interno di un fondo di Via Promiscua adibito a parcheggio dove i poliziotti hanno proceduto ad identificare e perquisire tutti i presenti trovando nelle tasche di Di Dato un pezzo di sostanza solida di colore marrone successivamente identificata quale hashish.
Dopo di ciò i luoghi e tutte le autovetture presenti sono state sottoposte ad un’attenta attività di ricerca fin quando all’interno di una Renault Kangoo, all’interno del vano bagagli, sono stati rinvenuti numerosi panetti di sostanza simile a quella posseduta da Di Dato. Successivamente ed in seguito agli accertamenti scientifici la sostanza è stata identificata anche essa quale hashish per un peso complessivo di circa 52 chilogrammi.
Da una più attenta analisi dell’autovettura i poliziotti hanno poi riscontrato un’anomalia all’imperiale e dopo averlo rimosso hanno scoperto l’esistenza di un doppio fondo accessibile da uno sportellino sicuramente utilizzato per il trasporto della sostanza stupefacente. L’autovettura era stata infatti vista arrivare poco prima con a bordo Giovannoni, di Dato e la Anatrella e secondo quanto precedentemente accertato, proveniva dalla Spagna. Il rinvenimento a bordo della Renault di alcune ricevute ha poi confermato il tragitto percorso dalla Spagna sino a Boscoreale.
I quattro uomini sono stati pertanto immediatamente associati presso la Casa Circondariale di Poggioreale mentre la donna è stata invece condotta agli arresti domiciliari in quanto madre di due bambine rispettivamente, una di quattro anni ed una di appena 12 mesi.
venerdì 27 novembre 2009
OMICIDIO DI GIOVANNI DI MAURO A SAN SIRO, ARRESTATO A NIZZA UN NAPOLETANO E UN SUO COMPLICE
MINACCE E VOLGARITA' CONTRO LE DONNE DELLA CGIL DI AVELLINO CHE SI BATTONO CONTRO LO STALKING E I REATI SESSUALI
Il segretario provinciale del sindacato, Vincenzo Petrozziello, nel ringraziare a nome della Cgil i vertici delle forze dell'ordine per l'immediatezzza con cui sono state avviate le indagini per ririsalire ai responsabili, sottolinea "che il sindacato non si lascerà intimidire da un gesto che comunque desta preioccupazione per le modalità e i tempi con cui è stato consumato".
INCIDENTE STRADALE MORTALE SULLA STATALE SETTE BIS AD ATRIPALDA, MORTO UN 64ENNE. FERITA LA MOGLIE
ASSALTO CON RAPINA AD UNA BANCA VICINO VENEZIA, ARRESTATI DUE NAPOLETANI
RETATA ANTICAMORRA A NORD DI NAPOLI, 33 ARRESTI NEI CLAN PUCA, RANUCCI, BIDOGNETTI, MARRAZZO, NUVOLETTA, D'AGOSTINO. IN CELLA ANCHE EX CARABINIERE
In data odierna, nella Provincia di Napoli, nelle primissime ore della mattinata, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna (NA) hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare a carico di 33 persone di cui all’allegato elenco (per associazione a delinquere di stampo camorristico, estorsione, spaccio di stupefacenti, porto e detenzione illegale di armi, usura, corruzione di P.U. ed altro), emesse dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
L’operazione, convenzionalmente denominata “Scossa”, interessa le organizzazioni camorristiche operanti nei Comuni di Casandrino, Sant’Antimo e Grumo Nevano. Le indagini hanno consentito di evidenziare gli assetti della criminalità organizzata nell’area fino al mese di giugno del 2007 (omicidio del capo clan Verde Francesco, alias “o Negus”). Nel corso delle attività investigative, emergeva la contrapposizione tra i clan:
“Marrazzo”, facente capo al pluripregiudicato Marrazzo Vincenzo, alias “Enzuccio l’elettrauto”, attualmente detenuto (tratto in arresto nel mese di agosto 2008, a Margherita di Savoia, dal dipendente Nucleo Investigativo, dopo essere evaso dalla casa di lavoro di Isili,). Alla vigilia di Pasqua di quest’anno, venne tratta in arresto la moglie convivente del Marrazzo, Petrosino Rosa, “Rosetta”, anch’essa latitante a seguito dell’indagine Rewuind sempre condotta da questo Nucleo Investigativo (proposta per l’inserimento tra i 100 ricercati più pericolosi a livello nazionale), reggente del clan durante la detenzione del marito.
“D’Agostino-Silvestre”, facente capo ai pregiudicati D’Agostino Biagio e Silvestre Antonio, alias “Don Ndò”, inizialmente legati al clan “Ranucci” di Sant’Antimo, poi, con l’acquisizione di una posizione egemonica da parte di quest’ultimo, al clan “Puca” (sempre di Sant’Antimo), da alcuni anni operanti su Casandrino in base ad una “delega” ricevuta da parte dei due citati, potenti clan di Sant’Antimo con i quali aveva stretto un alleanza.
Tra i destinatari di ordinanza, risultano sei elementi di primo piano della criminalità organizzata dell’area il citato Marrazzo Vincenzo, detenuto; Ranucci Stefano, capo clan, attualmente detenuto; Verde Antonio, alias “capariccia”, figlio di Verde Francesco, alias “o’ negus”, deceduto in un agguato di camorra e capo indiscusso del clan “Verde”; Puca Pasquale, alias “Pasqualino o’ minorenne”, elemento apicale del clan Puca, attualmente detenuto, tratto in arresto dal Nucleo Investigativo, nel febbraio del corrente anno, perché ritenuto il mandante dell’omicidio del citato Verde Francesco; D’Aniello Giacomo, alias “mimì ò mister” detenuto, referente del clan dei “casalesi” nel Comune di Aversa e limitrofi.
Infatti nel corso dell’attività, sono emersi collegamenti tra D’Agostino Biagio ed il clan dei Casalesi, finalizzati al reperimento delle armi ed al riciclaggio di assegni provento dell’attività usuraia (ipotesi di reato però non contestata). il citato Silvestre Antonio, alias “Don Ndò”; D’Agostino Biagio, capo dell’omonimo sodalizio criminale.
Nell’ambito dell’attività, vengono acquisite indicazioni utili alla prosecuzione delle indagini inerenti:
- il tentato omicidio Marrazzo Antonio (fratello del capo clan Vincenzo), verificatosi, il 30 dicembre 2006, a Casandrino;
- l’omicidio di Pezzella Alfonso, falegname, responsabile della sezione di “Rifondazione Comunista” di Casandrino (davanti alla quale venne complito), promotore di un’associazione “antiracket” (che non fece in tempo ad avviare), ucciso, il 4 settembre 2006, per questioni legate al circuito delle estorsioni nei confronti del quale aveva assunto una posizione contrastante.
Tra i destinatari di ordinanza, emerge la posizione di un militare già effettivo alla Stazione Carabinieri di Grumo Nevano, in congedo dall’ottobre 2007, residente in Provincia di Caserta , il Brig. Russo Marcello, individuato quale “informatore” del gruppo facente capo a D’Agostino Biagio.
Si segnalano, infine, gli arresti di:
- D’Agostino Santo, figlio del capo clan Biagio, sergente maggiore, artigliere, in servizio presso una caserma dell’Esercito ubicata in Provincia di Salerno;
Bencivenga Antimo Luigi, alias “Puccettone”, figlio di un sottufficiale della Guardia di Finanza di Giugliano in Campania, uomo di fiducia del D’Agostino
giovedì 26 novembre 2009
POLIZIOTTO INFEDELE AVVISAVA IL BOSS GIONTA DEI BLITZ CONTRO IL CLAN, SETTE ARRESTI
una faida con i rivali Gallo. Notificato in carcere anche un provvedimento restrittivo a Pasquale Gionta, 32 anni, fino al maggio del 2007 reggente del clan, il figlio del boss Valentino condannato all'ergastolo. L'operazione ha mostrato come il clan avesse una notevole disponibilità di armi da fuoco nascoste per impedirne il sequestro durante numerosi blitz delle forze dell'ordine nella roccaforte della famiglia Palazzo Fienga. In particolare le indagini hanno toccato una guardia giurata, un servizio all'ospedale civile di Boscotrecase, affiliato al clan, che, grazie a un poliziotto infedele ancora di identificare avrebbe rivelato a Pasquale Gionta le date dei blitz.
RETATA CLAN SARNO, ARRESTATO ANCHE ACHILLE DE SIMONE, UN CONSIGLIERE COMUNALE DEL PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI
BLITZ DEI CARABINIERI CONTRO IL CLAN SARNO, 19 ARRESTI. INTIMIDIVANO I PENTITI E LE ASSOCIAZIONI ANTIRACKET
Nel corso della retata, la Dda ha anche sequestrato beni per un milione di euro ad un imprenditore ritenuto legato al clan considerato egemone a Napoli.
INFLUENZA A, UN MORTO ANCHE SULL'ISOLA DI PROCIDA. E' UN 63ENNE CON GRAVI PATOLOGIE PREGRESSE
mercoledì 25 novembre 2009
NUMEROSE PROTESTE A NAPOLI, TENSIONE SOTTO PALAZZO SAN GIACOMO
NUMEROSE PROTESTE A NAPOLI, TENSIONE SOTTO PALAZZO SAN GIACOMO
CASA A LUCI ROSSE CON PROSTITUTE SUDAMERICANE CHIUSA DAI CARABINIERI ALLA PERIFERIA DI MERCOGLIANO
I militari hanno subito messo in atto alcuni servizi di osservazione e controllo della zona, con personale in borghese e macchine civetta posizionate sotto la villetta, che ospita all’interno vari appartamenti, allo scopo di monitorare ogni movimento. I carabinieri, all’inizio, hanno fermato alcune delle persone che – benché non residenti in quel condominio – uscivano dallo stabile, interrogandoli sul motivo della loro presenza e scoprendo che quanto sospettato dai condomini corrispondeva al vero e che all’interno dell’appartamento vi era una vera e propria casa di appuntamenti.
I carabinieri, infatti, oltre a notare l’effettiva presenza di un eccessivo via-vai, una volta sentiti (come persone informate sui fatti) quegli uomini che scendevano dall’appartamento sospetto, hanno avuto la certezza che in quelle stanze si consumasse un’attività illecita di prostituzione da parte di due giovani donne latinoamericane, al prezzo di 100 euro a prestazione.
Ieri sera è quindi scattato il blitz dei militari che, dopo aver fatto accesso all’interno dell’appartamento, hanno fermato due donne native della Repubblica Dominicana, Iris di 39 anni e Amelia di 26 anni, entrambe regolari in Italia e munite di permesso di soggiorno emesso dalle autorità di Parma. Oltre alla presenza delle donne, come prova dell’effettivo svolgimento del meretricio, i carabinieri hanno rinvenuto la presenza di denaro contante, sicuro provento dell’attività di prostituzione, preservativi e altro materiale erotico chiaramente attinente all’attività stessa. Questa volta però le ragazze non pubblicizzavano la loro attività mediante il solito A.A.A. sui giornali locali, ma mettendo un vero e proprio annunci erotico su un sito internet affiliato al celebre eBay.it. Infatti, andando sul sito Kijiji.it, alla sezione Incontri per adulti, e sfogliando le zone d’Italia inserendo prima la regione Campania e poi la provincia di Avellino, si poteva vedere il provocante annuncio delle due dominicane che, per l’occasione, si pubblicizzavano con un annuncio intitolato “Gloria bellissima venezuelana mora”. Già dal testo dell’annuncio si poteva evincere che l’attività delle due donne, compendiata anche da 3 foto a dir poco esplicite, avveniva con cadenza giornaliera e anche di domenica fino alle ore 22:00. A conferma che quell’annuncio fosse proprio il loro, il numero di telefono dell’annuncio corrispondeva proprio a uno dei telefoni in uso alle ragazze e sequestrato dai carabinieri nel momento dell’irruzione all’interno della casa.
All’esito degli accertamenti, i militari della Stazione di Mercogliano hanno appurato che l’appartamento in cui le due donne esercitavano il meretricio è di proprietà di un professionista nativo della provincia di Avellino ma impegnato per lavoro fuori regione. Inoltre, dalle visure effettuate è emerso che l’appartamento è stato dato in regolare locazione da un’agenzia immobiliare ad una donna 40enne di Avellino appena un mese fa. Le due ragazze dominicane, interrogate dai carabinieri sulle modalità con le quali avevano avuto accesso all’appartamento, hanno dichiarato che le chiavi di quei locali le erano state consegnate all’interno di una discoteca da una loro connazionale, che le aveva invitate a recarsi in quella casa di Avellino. Le due ragazze, che fino a qualche giorno fa erano ancora in quel di Parma si sono quindi accinte a scendere fino ad Avellino, prendere possesso dell’appartamento e iniziare la loro attività di prostituzione, che quindi era in piedi da appena 5 giorni. Nessuno sfruttamento quindi, ma la responsabilità penale per l’affittuaria dell’appartamento, M.A., pluripregiudicata, che è quindi stata denunciata a piede libero dai carabinieri di Mercogliano per il reato previsto dalla legge Merlin e comunemente chiamato favoreggiamento della prostituzione.
L’appartamento, infine, è stato sottoposto a sequestro penale, onde far cessare l’attività di meretricio che veniva consumata al suo interno e permettere alla magistratura di addivenire alle proprie conclusioni in ordine alle indagini effettuate dai carabinieri di Mercogliano. Per le due latinoamericane, che dalla vicenda non potranno subire alcun provvedimento penale, solo l’onere di ritornare fino a Parma.
RICERCA DEL CNR SULLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA. ANCHE SUL WEB IL SUD E' IN PESANTE RITARDO RISPETTO AL NORD
Via M. Schipa, 91 - 80122 Napoli Tel: + 39 081 2470964 Fax: + 39 081 2470956 cell. 335 6547171 a.coviello@irat.cnr.it
CHIAIA, UN QUARTIERE ABBANDONATO. PALESTRA DEL "DE AMICIS" ANCORA INAGIBILE NONOSTANTE LE RASSICURAZIONI DELLA IERVOLINO
Ritenendo che questa ennesima manchevolezza del Comune di Napoli sia un grave ed irrispettoso atto che mette a rischio, come sempre, le fasce più deboli della popolazione (nel qual caso 1000 alunni di età compresa fra i 5 ed i 10 anni), l’associazione “Chiaia per Napoli” attraverso i promotori Paolo Santanelli, Nino De Nicola, Antonella Pane e Anna Maria Castellana, indicono una conferenza stampa con SIT-IN di protesta dei genitori che si terrà venerdì 27 novembre 2009 alle ore 11,00 presso l’ingresso della scuola De Amicis in via Bausan.
In tale occasione saranno discussi anche altri temi fra cui l’assenza da ormai 3 anni di un Dirigente Scolastico stabile alla guida dell’istituto, figura questa indispensabile per una seria programmazione didattica su piano triennale.
RETATA DEI CARABINIERI TRA CASERTA E ROMA: 11 ARRESTI NEL CLAN DEI NIGERIANI CHE AVEVANO BASI A CASTELVOLTURNO E SPACCIAVANO NELLA CAPITALE
Nel corso dell’attività d’indagine erano già stati sequestrati complessivamente gr. 200. di sostanze stupefacenti e tratte in arresto in flagranza di reato sei persone.
OPERAZIONE "FARAONE": SEQUESTRATO IL TESORO DEI CASALESI. ERA INTESTATO A INSOSPETTABILI. COLPITI BIDOGNETTI, ZAGARIA E BELFORTE

OPERAZIONE “FARAONE”
Nella mattinata odierna, il Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli ha eseguito tre decreti di sequestro di beni e consistenze economiche riconducibili ai capi ed appartenenti di primo piano dell’organizzazione camorristica denominata “Clan dei CASALESI”ed al collegato clan BELFORTE.
I Decreti emessi dalla Sez. Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria C.V. su proposta del Direttore della D.I.A., Generale Antonio GIRONE, rappresentano un importante momento di attuazione dell’attività della Direzione Investigativa Antimafia che, attraverso articolate indagini patrimoniali, aggredisce i patrimoni illecitamente costituiti da parte di persone appartenenti ad organizzazioni mafiose.
In particolari sono stati colpiti gli interessi economici dei gruppi BELFORTE e BIDOGNETTI che avevano accumulato proventi di natura illecita, risultati intestati a 19 soggetti, fra prestanomi e “terzi intestatari”, reimpiegati in attività imprenditoriali, immobiliari e finanziarie per un valore complessivo stimato in circa 120 milioni di euro di cui oltre 2 milioni di Euro in contanti o titoli al portatore,
CLAN BELFORTE
Il provvedimento ablativo emesso dal Tribunale ha colpito gli interessi economici del clan BELFORTE alias “Mazzacane”. Da premettere che tale clan camorristico non solo è considerato un gruppo di primo piano nella realtà criminale casertana (con particolare riguardo al territorio di Marcianise e comuni limitrofi con influenza anche nel contiguo comune di Maddaloni) avendo vinto il cruento scontro con la famiglia dei PICCOLO alias dei “quaqquaroni”, ma ha la peculiarità di essere un gruppo camorristico con forte connotato di autonomia anche rispetto al clan dei Casalesi.
In particolare, BELFORTE Salvatore, fratello del capo clan DOMENICO, è sempre stato considerato il braccio armato dell’organizzazione, un vero e proprio killer, violento ed impulsivo, capace di intrattenere rapporti con alcuni esponenti di clan dell’aversano in lotta con i casalesi per accentuarne lo scontro.
Nell’ambito del citato contesto criminale, le attività investigative condotte dalla D.I.A. poste alla base del decreto di sequestro hanno consentito di appurare che l’imprenditore TARTAGLIONE Salvatore, soprannominato “ò sergente”, incensurato, era parte integrante del clan Belforte, tanto da essere il principale referente per il settore degli interessi economici, figurando da prestanome per investimenti di varia natura per conto del clan.
In cambio il TARTAGLIONE aveva ottenuto la protezione per non essere ostacolato da altri sodalizi criminali come evidenziato dalle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia PETTRONE Giuseppe secondo il quale nel momento in cui i Perreca-Piccolo avevano tentato azioni estorsive nei confronti del TARTAGLIONE, il clan Belforte aveva reagito bloccando per rappresaglia le attività dei cantieri riconducibili al clan Piccolo, presenti sul territorio.
A prova dell’organicità del TARTAGLIONE, l’analisi dei flussi finanziari e degli incrementi economici realizzati, ha permesso di acclarare che questi ha realizzato un significativo e consistente incremento patrimoniale proprio in epoca prossima al consolidamento di rapporti affaristici con il BELFORTE Salvatore ed all’instaurarsi del loro legame “professionale”.
Le iniziative economiche ed imprenditoriali, per lo più in campo immobiliare, portate avanti dal TARTAGLIONE sono da inquadrare, pertanto, nel contesto associativo evidenziato dalle indagini della D.I.A. e dal provvedimento di sequestro. Esse, infatti rappresentano la finalizzazione delle attività illecite della consorteria criminale, avente il doppio proposito di impedire, da un lato l’individuazione di risorse patrimoniali e finanziarie di origine illecita e di renderle al tempo stesso produttive, assicurandosi, in tal modo fonti lecite di ricchezza capaci di dissimulare l’origine delittuosa del capitale investito.
Le indagini patrimoniali eseguite dal Centro Operativo DIA di Napoli, hanno permesso di accertare il possesso ingiustificato di numerosi beni da parte dei predetti. In particolare, gli accertamenti tecnici di natura patrimoniale supportati dalle investigazioni eseguite nella fase delle indagini di polizia giudiziaria, comprovano come il BELFORTE reimpiegasse i proventi di attività criminose in acquisti di beni immobili e di attività commerciali, attribuendo fittiziamente i beni al prestanome TARTAGLIONE Salvatore ed ai suoi familiari per non apparire titolare in proprio e per non correre il rischio di sequestri e di successive confische ad opera dell’A.G., cercando così di eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniale.
Tra queste attività si segnalano oltre 80 immobili tra cui interi stabili con decine di appartamenti tra cui l’intero gruppo di stabili sito in Capodrise “Parco Irene 2” consistente in 34 appartamenti, 6 negozi, 13 garage; una villa faraonica sita in Caserta Frazione Vaccheria, Parco delle Vacche, costituita da tre livelli, con ampio parco di circa 3.500 mq e piscina. Tale villa è stata acquistata dal Tartaglione ad una asta pubblica.
CLAN BIDOGNETTI
Il provvedimento di sequestro ha riguardato anche soggetti riconducibili al clan BIDOGNETTI.
L’operatività del gruppo, facente capo a BIDOGNETTI Francesco, detto Cicciotto di Mezzanotte, ed ai suoi più stretti congiunti quali i figli Aniello e Raffaele, dedito ad attività estorsive ai danni di imprenditori e commercianti, al traffico di sostanze stupefacenti, è sancita già nei primi provvedimenti giudiziari che si occupano della criminalità casertana.
Nei citati atti giudiziari vennero ricostruite le attività delinquenziali del gruppo di Bidognetti e le dinamiche interne, descrivendo l’ascesa di Bidognetti Domenico, cugino di Francesco, e dei figli Aniello e Raffaele, che avevano assunto il comando del gruppo, durante il lungo periodo di carcerazione del congiunto, soffermandosi anche sulla guerra intestina che da ciò era scaturita verso la metà degli anni 90 tra gli stessi, i quali potevano contare sull’appoggio di affiliati fedelissimi come Giuseppe Setola e Giuseppe Dell’Aversano, detto il diavolo, e Salvatore Cantiello, Apicella Pasquale, stretti collaboratori di Francesco Bidognetti, che ritenevano di essere più legittimati a sostituire il capo, i quali erano coadiuvati dai fratelli Luigi ed Alfonso Diana e dalla famiglia Tavoletta di Villa Literno.
Il recente sequestro operato dal personale della D.I.A. ha interessato TAMBURRINO Luigi, cugino di BIDOGNETTI Raffaele, tratto in arresto il 25.01.2008 in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere n. 46383/06 R.G.N.R., n. 2564/07 R. G.I.P. e n. 47/08 o.c.c., emessa, in data 18.01.2008, dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, per il reato di concorso in estorsione con l’aggravante di cui all’art. 7 D.L. 152/91. Tra i destinatari di tale provvedimento figurano, tra gli altri, esponenti di primissimo piano del clan del Casalesi quali BIDOGNETTI Raffaele, cl.1951 figlio del capo clan Francesco ed il latitante ZAGARIA Michele.
Tra i compiti del TAMBURRINO si trova anche quello di convocare gli imprenditori da sottoporre ad estorsione al cospetto del capo Clan o del suo reggente, Luigi GUIDA alias “u’drink”, dopo l’arresto di francesco BIDOGNETTI.
Tra i beni sequestrati vi è la concessionaria Honda sita in Parete via Vittorio Emanuele n. 230, con all’interno oltre 70 motociclette di grossa cilindrata della casa giapponese. La concessionaria “Tamburrino Motors” risulta essere, per volume di affari e numero di vendite, la prima concessionaria di motoveicoli Honda in Campania. Inoltre, di fianco alla predetta Tamburrino Motors, è stata sequestrata la concessionaria di autovetture “D’Alessio Luigi” operante con insegna “Autoccasioni Tamburrino di D’Alessio Luigi” al cui interno sono state sequestrate circa 50 autovetture di grossa cilindrata di varie marche automobilistiche.
Altro provvedimento di sequestro beni ha colpito SANTAMARIA Antonio, quale associato al gruppo camorristico dei Zagaria. Infatti, dalle indagini poste in essere dalla D.I.A. è emerso che anche questi è parte integrante dell’associazione di tipo mafioso in questione, della quale condivide da tempo gli scopi, la strategia e l’azione, assolvendo a compiti prettamente esecutivi.
La continuità e la frequenza dei rapporti da lui intrattenuti con gli altri membri del clan - segnatamente Nobis Salvatore e Ianuario Biagio - sono stati ampiamente documentati da vari controlli sul territorio, nonché da numerosi contatti telefonici intercorsi con altri coindagati.
Su tali spunti - che attengono a situazioni di contorno, non decisive, ma che ritraggono un quadro di grave sospetto - si calano molteplici elementi di prova che documentano in maniera quanto mai nitida la responsabilità di Santamaria Antonio sia per il reato associativo, sia per altre condotte illecite che promanano direttamente dal primo.
martedì 24 novembre 2009
HA 32 ANNI ED E' DI CESA, LA DONNA UCCISA DAL VIRUS H1N1. E' MORTA AL MONALDI
BAMBINI NEOMELODICI, DOPO L'INDIGNAZIONE E LE POLEMICHE LA POLIZIA POSTALE DICE: NULLA DI PENALMENTE RILEVANTE NEI VIDEO SCANDALO
RAFFAELLA FICO INTERVISTATA DA "DIVA E DONNA" INSISTE: SONO STATA CON CRISTIANO RONALDO, CI SONO ANCHE LE FOTO
RICERCA DELLA FONDAZIONE CIVIUM: IL COMUNE DI NAPOLI POTREBBE RISPARMIARE OGNI ANNO 293 MILIONI CHE VENGONO INVECE SPERPERATI
PRESO MANUEL BRUNETTI, 18ENNE EVASO DAL CARCERE DI AIROLA LO SCORSO 26 OTTOBRE
CIBI SICURI, ANCORA CONTROLLI E SEQUESTRI DEI CARABINIERI DEL NAS A NAPOLI
PIRATI DELL'AMBIENTE, CINQIE DENUNCE DEI CARABINIERI DEL NOE TRA CASERTA E NAPOLI
SEQUESTRATO IL TESORO DEI BOSS DI MADDALONI FARINA-D'ALBENZIO, GLI ALLEATI DEI CASALESI: E' UN PATRIMONIO DA 5O MILIONI DI EURO
venerdì 20 novembre 2009
CLAN DEI CASALESI, IL TRANSESSUALE BRENDA UCCISO E L'AFFARE MARRAZZO CHE DIVENTA SEMPRE PIU' INQUIETANTE
ALESSANDRA MUSSOLINI, ANNUNCIO SHOCK A NAPOLI: IN VENDITA SU EBAY I RESTI DI MIO NONNO
giovedì 19 novembre 2009
mercoledì 18 novembre 2009
BERTOLASO APRE LA DISCARICA DI TERZIGNO E SPIEGA COME LA CAMPANIA STA PER USCIRE DEFINITIVAMENTE DALL'EMERGENZA RIFIUTI
GIAMPAOLO TARANTINI INTERROGATO IN PROCURA A NAPOLI DAI MAGISTRATI DELL'INCHIESTA SU ALFREDO ROMEO
CLAN DEI CASALESI, NUOVO ORDINE DI ARRESTO PER SETOLA E ALTRI SUOI PICCIOTTI. SONO ACCUSATI DI MOLTI OMICIDI E IN PARTICOLARE DEL VECCHIO GRANATA
martedì 17 novembre 2009
OPERAIO EDILE MUORE NEL CANTIERE DEL LICEO MERCALLI DI NAPOLI, L'ATTO DI ACCUSA DELLA CGIL
lunedì 16 novembre 2009
BERTOLASO PORTA I GIORNALISTI A VISITARE QUELLI CHE ERANO I LUOGHI DEL DISASTRO RIFIUTI IN CAMPANIA
PRESO CARMINE FONTANELLA, ELEMENTO DELLA MALA DI FUORIGROTTA-BAGNOLI: DEVE SCONATRE 6 ANNI DI CARCERE
Si tratta di Carmine Fontanella, 38enne, arrestato in esecuzione di un provvedimento di cumulo pene della Procura Generale della Repubblica di Napoli, emesso lo scorso 9 giugno per l'espiazione di 5 anni e 11 mesi di carcere per associazione a delinquere di stampo camorristico. A questo va aggiunto un ulteriore provvedimento per l'esecuzione della misura di sicurezza della casa di Lavoro per la durata di anni 1 in sostituzione della misura della libertà vigilata. L'uomo è stato bloccato mentre osservava a distanza l'ingresso dei figli a scuola.
WWW.CANIDIPOMPEI.COM, ECCO L'INDIRIZZO PER SAPERE COME ADOTTARE I CANI CHE SVERNANO NEGLI SCAVI ARCHEOLOGICI E CHE DA OGGI SONO RIFOCILALATI E CURATI
SESSO MERCENARIO NEL SALERNITANO CON CLIENTI CHE PAGAVANO ANCHE IN NATURA: PRODOTTI TIPICI LOCALI. ARRESTATI DIECI SFRUTTATORI DI RAGAZZE DELL'EST
venerdì 13 novembre 2009
STRAGE DI CASTELVOLTURNO, SETOLA E I SUOI AMICI KILLER SUL BANCO DEGLI ACCUSATI PER LA CARNEFICINA DI IMMIGRATI SULLA DOMIZIANA
Dopo una lunga camera di consiglio, la corte, presieduta da Elvira Capecelatro, giudice a latere Maria Francica e sei giurati, ha accolto le richieste di costituzione di parte civile nei confronti degli imputati. Sono stati ammessi alla parte civile i parenti delle vittime, il Comune di Casal di Principe (Caserta) roccaforte del clan, l'associazione "Mo' basta" che raggruppa associazioni, sindacati, Agrorinasce e la Camera di commercio di Caserta presieduta da Francesco Marzano di Confindustria Caserta; il Centro Sociale 'Ex Canapificio' di Caserta, che da anni opera a favore degli immigrati. Non è stata accettata, invece, la richiesta di costituzione di parte civile della Giunta regionale della Campania per una carenza nella legittimiazione nella nomina del sostituto processuale, mentre la corte si è riservata sulla richiesta del Comune di Castel Volturno (Caserta) che sarà discussa e probabilmente sanata alla prossimo udienza del processo, prevista per il prossimo 23 novembre. Rigettata anche la richiesta di costituzione di parte civile di altri ghanesi che hanno affermato di essere familiari di alcune delle vittime della strage, non essendo stato documentato il legame di parentela.
Il pm dell'antimafia è Alessandro Milita. In aula, dietro le sbarre, c'erano oggi due degli imputati: Davide Granato e Antonio Alluce. Collegati in videoconferenza, invece, Giuseppe Setola e Giovanni Letizia dal carcere di Opera di Milano e Alessandro Cirillo da quello di Cuneo. In aula, protetto dalle forze dell'ordine e con il volto parzialmente coperto da un cappuccio, c'era anche uno degli immigrati rimasto gravemente ferito nella strage e che si trova ora sotto protezione insieme con la moglie. I cinque imputati, che hanno chiesto e ottenuto di non essere ripresi durante l'udienza, insieme con Oreste Spagnuolo, pentitosi subito dopo l' arresto, sono stati rinviati a giudizio dal gup di Napoli perchè ritenuti gli autori della cosiddetta strage di San Gennaro, avvenuta a Castel Volturno (Caserta) il 18 settembre di un anno fa. Setola e gli altri coimputati sono, in particolare, accusati di avere ucciso sei immigrati africani che si trovavano all'interno e all'esterno di una sartoria, la 'Ob-Ob Exotic Fashion' gestita da cittadini del Ghana. Il pm ha depositato un supplemento di indagine che sara' oggetto di valutazione della difesa alla prossima udienza. Tra le richieste avanzate dal pm alla corte, quelle di acquisire anche alcuni cosiddetti atti non ripetibili. Il pentito Oreste Spagnuolo, sara' invece giudicato con un diverso processo in quanto e' stato ammesso al rito abbreviato.
VILLETTA ABBATTUTA NEL QUARTIERE DI PIANURA TRA LE PROTESTE ESTREME DI DECINE DI PERSONE. LA GUERRA DEI VIGILI URBANI




addirittura ingerito e per questo è stata trasportata dal 118 all' ospedale "San Paolo". I vigili urbani hanno spostato i veicoli a mano per consentire l'accesso alle ruspe, hanno bloccato le persone , messo in sicurezza i bambini e l'intera area con estintori e creato una barriera umana mentre le ruspe abbattevano tutto.
NICOLA COSENTINO DICE: MI CANDIDO IN CAMPANIA, HO LA SOLIDARIETA' DI BERLUSCONI. MA IL PREMIER NON HA ANCORA DATO IL VIA LIBERA. TORNA LETTIERI
UCCISO SUL LUNGOMARE DI SALERNO DA UN PAZZO DI 24 ANNI. L'ASSURDA MORTE DEL POVERO MARIO CASOLARO, 73 ANNI

giovedì 12 novembre 2009
NON ABBANDONATE LA BELLA CASAMICCIOLA, CHIAMATA AD UNA TERZA RINASCITA
di Giuseppe Mazzella*
Già nel XVIII secolo Casamicciola, questa ridente “cittadina delle terme” dell’ isola d’ Ischia, era presente nella guidistica del tempo per la bontà delle acque termali, per il dolce clima delle sue colline e per “ le buone abitazioni e belli casini per comodo di coloro che vogliono servirsi dei bagni” e veniva annoverata “ tra le più ricche stazioni balneari d’ Europa”.
L’ “ ospedale termale” dell’ Ente Morale napoletano Pio Monte della Misericordia costruito nel 1604 proprio sulla sorgente minerale del Gurgitello decantata da Julio Jasolino, il medico calabrese del ‘500 che con la sua opera “ De Rimedi naturali che sono nell’ isola di Pithecusa hoggi detta Ischia” aveva fatto conoscere le capacità terapeutiche delle acque termali, alla fine del ‘700 era al massimo dell’ espansione ed aveva determinato la nascita di altri stabilimenti termali e di alberghi.
Agli inizi del XIX secolo Casamicciola era la più nota stazione di cura, soggiorno e turismo dell’ isola d’ Ischia.
Poi – come se la natura volesse compensare tanta ricchezza endogena e tanta bellezza all’ occhio umano – cominciarono i terremoti. Nel XIX secolo Casamicciola fu colpita da ben sei terremoti.
I due più importanti si registrano il 6 marzo 1881 ed il 28 luglio 1883. Quello del 1881 fu nel IX grado della scala Mercalli ed ebbe come epicentro la zona a valle del centro urbano di Piazza Majo detta Purgatorio .Morirono 126 persone di cui 108 cittadini di Casamicciola. Fra quei 108 cittadini anche il padre del bisnonno di chi scrive questa nota, Antonio Mazzella, 63 anni, “ marinaro”, che aveva la propria abitazione proprio in Via d’ Aloisio al Purgatorio, l’ epicentro del sisma.
Ma il terremoto terribile fu quello del 28 luglio 1883. Fu dello XI grado della scala Mercalli. Tutto l’ abitato fu distrutto. I morti furono 2333. 762 i feriti. Il Ministro dei Lavori Pubblici , Genala, arrivato ai primi di agosto come primo provvedimento voleva ricoprire tutto il Paese di calce valutando impossibile una ricostruzione con nuovi insediamenti.. Ma i cittadini superstiti si opposero.
Il terremoto di Casamicciola del 1883 fu la prima grande catastrofe dell’ Italia post-unitaria. Il giovane Stato unitario misurò tutta la sua efficienza. La gara di solidarietà internazionale per i terremotati e la ricostruzione di Casamicciola fu incommensurabile. La storia di quel terremoto terribile e quindi della nuova ricostruzione di Casamicciola è tracciata mirabilmente nella monumentale monografia a cura del Servizio Sismico Nazionale pubblicata nel 1999 dall’ Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ed alla quale hanno partecipato 15 studiosi diretti da Roberto De Marco, capo del Servizio Sismico Nazionale, fra i quali i napoletani Giuseppe Luogo, che ne è stato anche il coordinatore scientifico, Ilia Delizia, Ugo Leone, Ugo Vuoso, Elena Cubellis.
Nel 1884 Casamicciola aveva già il suo nuovo piano regolatore della ricostruzione ed ancora pochi anni dopo il suo regolamento edilizio. Nacquero i Rioni baraccati – due alla Marina, uno a Perrone ed un altro alla Sentinella ed il paese si spostò dalla collina alla marina.
L’ Ente Pio Monte della Misericordia – che era stato il protagonista della nascita del termalismo sociale in Europa – non si tirò indietro per la Rinascita di Casamicciola.Il suo stabilimento di Piazza dei Bagni del Gurgitello fu distrutto ma l’ Ente costruì “ in più ferma sede” cioè nell’ area della Marina il nuovo maestoso complesso termale che divenne il centro della rinascente cittadina anche per la sua attività civile e fu inaugurato 12 anni dopo il sisma cioè nel 1895 “ lo stesso giorno dello stesso mese”. Rinacquero gli stabilimenti termali e gli alberghi.
Ai primi del ‘ 900 Casamicciola era già risorta e già catturava l’ attenzione dei fotografi Brogi ed Alinari.La “ prima Rinascita” era già avvenuta.
Ma come la terra profonda , che dona l’ acqua termale miracolosa , intimorisce e distrugge con i suoi movimenti anche le colline che danno alla cittadina “la più salubre aria dell’ isola” che Enrico Ibsen, il grande drammaturgo norvegese che qui soggiornò nel 1867 scrivendo i primi tre atti del suo “ Peer Gynt”, riferisce in una lettera all’ amico Bergsoe, nascondono pericoli.
Così il 24 ottobre 1910 Casamicciola fu colpita da una terribile alluvione. Morirono 12 persone. L’ intero bacino termale di La Rita fu distrutto così distrutti furono tutti gli stabilimenti termali di Piazza dei Bagni.
Anche questa volta ci fu una gara di solidarietà e ci fu efficienza da parte dello Stato. In pochi anni furono ricostruiti tutti gli stabilimenti termali e - cosa di enorme importanza - fu avviata dal Genio Civile una vasta azione di costruzione di canali di scolo delle acque piovane nelle zone a monte di Piazza Majo e di Piazza dei Bagni affinché un evento del genere non si ripetesse perchè “ i terremoti non si possono prevedere ma le catastrofi sì” come sostenne il grande vulcanologo polacco naturalizzato francese Haroun Tazieff nel corso di un convegno sul rischio sismico che si tenne a Casamicciola nel 1983 nel centenario del terremoto per iniziativa della Provincia di Napoli.
Fu avviata e completata in pochi anni una “ Seconda Rinascita” di Casamicciola.
Poi anche Casamicciola dagli anni ’60 del ‘900 non fu esclusa da quella che Ilia Delizia definisce la “ mercificazione dell’ ambiente” con la proliferazione dell’ abusivismo edilizio al pari di tutte le altre località dell’ isola d’ Ischia senza avere mai un Piano Regolatore Generale “ in vigore”.
Ma negli anni ‘ 70 chiude il complesso Pio Monte della Misericordia per la crisi finanziaria di quel Ente Morale che addirittura rischia di essere sciolto per effetto della legge 382/76 e con la nascita del “ nuovo termalismo” con i giardini termali , le moderne piscine e gli alberghi dotati di beauty center chiudono anche altri 11 stabilimenti termali ottocenteschi.
Casamicciola – che dal 1956 ha aggiunto il termine “ Terme” alla propria denominazione – perde il primato di località termale per eccellenza di tutta l’ isola d’ Ischia.
Comunque – sulla scia del successo turistico dell’ intera isola d’ Ischia – la sua economia turistica, che si “ trasforma” con il nuovo porto per il diporto nautico, tiene.
Oggi Casamicciola conta 67 alberghi per complessivi 3.577 posti letto ed altri 165 posti letto nei 17 esercizi di fittacamere autorizzati. Ma le “ ferite” – nel suo assetto urbanistico e nel suo sviluppo sociale ed economico - restano e si incancreniscono. Il complesso Pio Monte è un ammasso di rovine che costituisce orrore al paesaggio proprio sul mare. Altre strutture termali sono dismesse a Piazza dei Bagni e nel bacino di La Rita sono chiusi i 9 stabilimenti termali ottocenteschi dove in uno di questi – quello di Michele Castagna- Arturo Toscanini nel 1953 aveva effettuato un ciclo di cure. Viene anche sottovalutata la difesa dai rischi ambientali e di quel piano di difesa dalle inondazioni messo in atto dal Genio Civile dopo l’ alluvione del 1910 non vi è più traccia e memoria perfino storica nell’ attuale Ufficio Tecnico Comunale dove vi lavorano due ingegneri, 3 geometri,3 impiegati amministrativi e 3 operai.
Martedì 10 novembre alle 8.05 del mattino dopo una notte molto piovosa dalle colline dell’ Ombrasco e del Mortito viene giù una terribile lava di acqua e fango che invade Piazza dei Bagni, si incanala lungo la strada provinciale Pio Monte della Misericordia, dove fino a 40 anni fa c’ era un ruscello chiamato “ la Lava” ricoperto dalla strada,e va a sversare al’imbocattura del porto distruggendo tutto quello che incontra. E’ morta una ragazza di 15 anni, Anna De Felice, i cui genitori Aurora e Claudio stavano accompagnando a scuola, all’ Istituto Alberghiero di Ischia.
Il padre Claudio dirà in Ospedale che “ non me lo perdonerò mai. Forse potevo fare qualcosa per salvarla. Le ho detto di rimanere in macchina, pensavo forse più sicuro”. Poteva essere un’ ecatombe.
Alle 8 o qualche secondo o minuto in meno – cinque minuti prima della catastrofe - stavo anch’io con la mia seicento accompagnando a scuola mia moglie Tullia ma al lavoro alla segreteria della scuola elementare su a Viale Paradisiello. Il passaggio per via Pio Monte della Misericordia e poi per Piazza dei Bagni è obbligato. Sotto una pioggia battente a Piazza dei Bagni mia moglie mi ha consigliato di fermarci: “ Aspettiamo che spiovi un poco non si vede niente”.
“ No – ho risposto- andiamo avanti – piove troppo”. Quella decisione di andare avanti in salita con la marcia in prima senza fermarmi all’ edicola per comprare il giornale come faccio oggi giorno ha salvato la vita a me e mia moglie. Saremmo stati travolti dalla potenza della lava.
La decisione di andare avanti e di non fermarmi l’ ho presa in pochi secondi perché in pochi secondi è giunto imperativo il ricordo della considerazione che mi diceva sempre il mio amico Giuseppe Iacono ( 1923-1991) , che è stato Presidente della Provincia di Napoli dal 1975 al 1978 e poi sindaco di Casamicciola dal 1981 al 1985,che era proprietario dello stabilimento termale Lucibello a Piazza dei Bagni ed era profondo conoscitore della storia locale e che mi ha trasmesso la passione e l’ orgoglio per la Storia del mio Paese.
“ Piazza dei Bagni è una bomba atomica quando piove. Sono terrorizzato ogni volta che piove.Lo scolo delle acque da Cava Fontana non è sicuro. Sotto questa strada c’è un sottoservizio che da anni non viene pulito. Non sappiamo in che condizione sta”.
“ Bastava fare la manutenzione” titola a tutta pagina l’edizione napoletana di “ La Repubblica” di giovedì 12 novembre 09 ed il sommario dice che gli “ alvei ostruiti a Casamicciola, le ragioni di una catastrofe” ed ancora il prof. Ugo Leone, ordinario di scienze ambientali alla Federico II, afferma nell’ editoriale di apertura che se “ qualcuno ha parlato di calamità naturale e di imprevedibilità dell’ evento non c’è niente di più falso”.
“ L’ evento era annunciato – sostiene Leone – e si poteva evitare e la natura non ha alcuna colpa”.
Il pastore evangelico Leonardo Magrì sulla bara di Anna nel piccolo cimitero di Casamicciola che Edoardo Nicolardi definì nella sua celebre poesia “ chiu’ nu’ ciardino che nu Camposanto” ha detto perentorio che “ la morte di Anna è un dito puntato contro di noi, contro la mancanza di responsabilità che spesso muove l’ umanità”.
Oggi Casamicciola piange ed è in ginocchio da ogni punto di vista: umano, sociale, economico e buon ultimo – ma non per importanza – politico.
Deve rialzarsi per una “ terza rinascita” ed ha bisogno di una nuova classe dirigente della politica e dell’ economia . Ha bisogno di una grande solidarietà da parte dello Stato – nelle sue varie articolazioni – come già è avvenuto nel passato, da parte del mondo culturale e civile e dei suoi affezionati ospiti.
Non lasciateci soli.
* Giornalista
Già direttore del Museo Civico di Casamicciola Terme ( 2000-2004)
Già presidente del Centro Studi su l’ isola d’ Ischia ( 1999-2008)
Segretario generale dell’ Osservatorio sui fenomeni socio-economici dell’ isola d’ Ischia ( OS.I.S)
ESEGUIVANO UNO SBANCAMENTO VICINO AL LUOGO DELLA FRANA KILLER DI CASAMICCIOLA, DENUNCIATI IN QUATTRO DAI CARABINIERI
I carabinieri hanno denunciato i legali rappresentanti di una ditta di costruzioni del luogo e altre due persone. Nel corso di un intervento su un'area sovrastante all'alveo naturale chiamato 'Cava Pozzillo', i militari hanno scoperto che i quattro avevano eseguito, senza alcun titolo, opere di sbancamento di un terrapieno di circa 300 metri cubici su un terreno di proprieta' di uno dei quattro denunciati. Un'area di circa 200 metri quadrati e numerosi attrezzi da lavoro sono stati sottoposti a sequestro.
COMPRAVANO EROINA A SCAMPIA E LA SPACCIAVANO AD ARIANO IRPINO, 4 ARRESTI DEI CARABINIERI IRPINI




L’attività investigativa, svolta mediante intercettazioni e classiche investigazioni (servizi di osservazione, controllo e pedinamento …), ha consentito al G.I.P., Dott.ssa Gelsomina Palmieri, di emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per due indagati, tra cui una ragazza di 22 anni, e agli arresti domiciliari per altre due persone.
All’alba di oggi, i Carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino hanno tratto in arresto, su ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Ariano Irpino Dott.ssa Gelsomina Palmieri e richiesta dalla Procura della Repubblica arianese, il 30enne Corsano Carmine, la 22enne La Nera Noemi, il 25enne Sabino Vincenzo e il 30enne De Paola Antonello.
I primi due sono stati tradotti rispettivamente presso le Case Circondariali di Ariano Irpino e Bellizzi Irpino, mentre gli altri due presso il proprio domicilio in regime di arresti domiciliari.
ANCORA UN MORTO PER INFLUENZA A AL CARDARELLI DI NAPOLI. E' UN 49ENNE TRAPIANTATO DI FEGATO
IL PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO TESTIMONE "DEL MAGNIFICO ESEMPIO DI ITALIANITA'" DEL COMPIANTO E INDIMENTICATO MAURIZIO VALENZI
mercoledì 11 novembre 2009
SGOMBERATA LA CITTADELLA ABUSIVA MAROCCHINA DI SAN NICOLA VARCO DI EBOLI. ALL'ALBA IL BLITZ DELLE FORZE DELL'ORDINE. ESPULSI IN 200. ARRESTI
Sgomberata all’alba la baraccopoli di immigrati a San Nicola Varco di Eboli, nella piana del Sele, zona agricola del Salernitano. Erano 600-700 gli extracomunitari che da anni lavorano, sfruttati, nel bracciantato illegale. Il campo, però, nella notte era stato già in parte svuotato dalle organizzazioni sindacali e dai volontari dei centri sociali che hanno aiutati i poveri disperati a trovare altri alloggi in un centro di accoglienza a Sicignano degli Alburni. Altri ancora saranno ospitati da amici e parenti. La baraccopoli, la scorsa estate era stata anche oggetto di un intervento di bonifica della Regione Campania che aveva creato scuole, docce e un capannone. Nell’accampamento spesso sono stati effettuati arresti per spaccio di droga.

