lunedì 22 giugno 2015

LA LIBERTÀ E IL CREDO DI UNA PERSONA E DELLE PERSONE, PREGHIERA LAICA PER UNA SOCIETA’ NORMALE

La mia libertà non è assoluta. La mia libertà si ferma là dove limita o lede la libertà altrui. Io non ho il diritto di giudicare nessuno (tutte le volte che l'ho fatto, e l'ho fatto, ho commesso errore). Io non sono in grado di stabilire che cos'è normale e cosa non lo è.

martedì 26 maggio 2015

LA FOTO DI PASQUALE SCOTTI, PRIMULA ROSSA DELLA NUOVA CAMORRA ORGANIZZATA CATTURATO A RECIFE, IN BRASILE

Quest’uomo si chiama Pasquale Scotti. In queste immagini lo vediamo in foto segnaletiche quando fu catturato all’età di 24 anni. Queste altre foto invece sono una ricostruzione del suo viso oggi fatta dai tecnici della polizia scientifica di Napoli.

LA MAFIA SORRIDE PER LE PAGELLINE DI VERGINITÀ DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA SUGLI IMPRENSENTABILI

La Commissione bicamerale d’inchiesta sul fenomeno mafioso è una cosa seria. Almeno lo è stata. Ha contribuito negli anni bui della Repubblica ad analizzare il fenomeno mafioso, a comprenderne meglio il radicamento nelle istituzioni e nella società italiana, gli scambi e i compromessi con il mondo politico, le connessioni sempre più strette, le compenetrazioni tra ambienti economici sani e sistema finanziario criminale. Non sto a ripetere la frase di Giovanni Falcone sulla mafia come fenomeno transeunte destinato ad essere sconfitto ma che in Italia sembra essere immortale. Scrivo queste poche banalità per avanzare qualche dubbio sulla nostra reale volontà di eradicare il cancro mafioso. E comincio da chi ha la titolarità dell’azione di impulso legislativo per battere le mafie: la Commissione Antimafia. Il Parlamento. Chi rappresenta il popolo italiano. Oggi questa Commissione Antimafia distribuirà una lista di impresentabili (che cosa significa?) alle elezioni regionali, esponendo questi signori e signore dichiarati impresentabili al ludibrio pubblico. Saranno persone che candidate in alcune liste non hanno quella patina di verginità che si presume debba possedere chi si candida a rappresentare il popolo nelle istituzioni. In questo caso nei consigli regionali. Ora, che la Commissione Antimafia si occupi di questa storia penosa di candidature pelose che avete letto sui giornali prim’ancora che le liste elettorali fossero presentate dai partiti, accettate dai candidati presidenti, validati dalle Corti d’Appello è pressapoco ridicolo a poche ore dal voto. Ha più il sapore di becera  battaglia politica qualunquista che di seria opera di prevenzione delle istituzioni dalle infiltrazioni di personaggi poco raccomandabili. In Campania, ad esempio, chi può convincermi che è meno squallido sapere che c’è in lista un rinviato a giudizio per violenza sessuale piuttosto che un candidato presidente già condannato per abuso d’ufficio e dunque candidabile, eleggibile ma subito sospeso in caso di elezione? E chi può dire quanti figli, mogli, fratelli, amanti e portaborse di questo o quel trombone politico sarano eredi dell’impero elettorale dell’impresentabile mafioso che non può candidarsi? Ecco, questa pagella di verginità o se volete di impresentabilità che oggi rilascerà la Commissione Antimafia è poco più che un gioco politico che a nulla serve riguardo la pulizia della politica e della classe dirigente di questo Paese.  Se a questi giochetti della politica sull’impresentabilità di Tizio e Caio aggiungiamo il fatto i professionisti dell’antimafia stanno squalificando il movimento volontario che è il vero argine contro le mafie e lo Stato sta mostrando la corda nella gestione dei beni tolti ai mafiosi per affidarli a volontari poco raccomandabili (ci sono dei casi) o riaffidarli a mafiosi (è capitato), capirete che comincia a diventare una barzelletta persino la lotta alla mafia. È un rischio che stiamo correndo e di cui  dobbiamo parlare.

martedì 19 maggio 2015

LA BANALITÀ DEL MALE CHE ABITA LE NOSTRE VITE, LE POSSIEDE E SE NE VA

Quante vite abbiamo? Quanto viviamo delle nostre vite e quanto invece ci immedesimiamo o ci insinuiamo in quelle di altri? Chi siamo in realtà? Siamo realmente quello che sembriamo? Siamo capaci di esprimere con sincerità pubbliche virtù difficilmente verificabili o siamo più impegnati a nascondere i nostri privati difetti? Che cos’è il male? E perché lo abitiamo tutti i giorni assieme alla menzogna?

mercoledì 13 maggio 2015

“MONNEZZA DI STATO“, FINE SETTIMANA DI PRESENTAZIONI AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO E IN ALTRE CITTA'

Quando trovai il titolo “Monnezza di Stato” per il libro scritto assieme al professor Antonio Giordano sul dramma dell’interramento dei rifiuti e delle morti di migliaia di persone per neoplasie in un pezzo della Campania, tutti mi chiedevano se “monnezza” fosse un aggettivo oppure un sostantivo. Ancora oggi non so rispondere a questa domanda.

martedì 12 maggio 2015

SE LA MORTE È UNA LIVELLA CHE DIFFERENZA C’È TRA I 32 MORTI DELLA CONCORDIA AL GIGLIO E I 40 MORTI DEL BUS AD AVELLINO?

Il 13 gennaio del 2012 la Costa Concordia fa naufragio davanti al Giglio. Ieri ha iniziato l'ultimo viaggio. Da un estremo all'altro del porto di Genova. Lascia il molo dove è stata alleggerita di tutto e va nel bacino di carenaggio per lo smantellamento definitivo.

lunedì 11 maggio 2015

WHIRPOOL VUOLE LASCIARE CARINARO? LO DICA AL GOVERNO CON CUI SI IMPEGNÒ A NON CHIUDERE LO STABILIMENTO

La vertenza Indesit? Congelata. La Whirpool non intende cambiare il piano industriale che prevede la chiusura dello stabilimento di Carinaro. I sindacati non ne vogliono manco sentire parlare. I lavoratori che rischiano di perdere il posto sono disposti a tutto pur di scongiurare la decisione degli americani di spostare a Varese la produzione di frigoriferi. Il Governo?

mercoledì 10 settembre 2014

MEGLIO MORIRE DA NAPOLETANI VERI CHE VIVERE IN UN CALIFFATO DELLA CAMORRA

Davide Bifolco non è diverso da qualunque altro napoletano e non merita più o meno rispetto di qualunque altro napoletano. Se il carabiniere che ha sparato l’ha fatto o meno accidentalmente lo stabilirà un giudice. Se ha sbagliato è giusto che paghi. Ho scritto la cosa più banale di questo mondo e domando scusa. Questa storia però mi induce a fare una riflessione. Come sempre la faccio da napoletano, a prescindere dal mestiere che faccio e dal mio ruolo, ammesso che ne abbia uno, in questa città. 
C’è una stragrande maggioranza di napoletani che dolosamente continua a delegare ad altri, che non ne hanno delega e nemmeno la rappresentanza, la rappresentazione di una Napoli sprofondata nel medioevo. Un ragazzino ucciso, rivolte di piazza, uomini in divisa costretti a non entrare in un quartiere, le foto di questo ragazzino ucciso esibite (non finite per caso) sul web e sui media che fanno il giro del mondo, spesso accanto o subito dopo le immagini e le notizie delle decapitazioni dei tagliagole dell’esercito del Califfato Islamico tra Siria e Iraq. Questo è il racconto di Napoli all’estero in questi giorni. Domanda: ma Napoli è realmente questa? Davvero stiamo rappresentando la realtà? E se non si riesce a fare un buon racconto di Napoli, a rappresentarla nella sua drammatica contraddittorietà la colpa di chi è?

giovedì 22 maggio 2014

ANTONIO IOVINE DETTO O NINNO SI PENTE, ERA IL CAPO DEL CLAN DEI CASALESI. TREMANO GLI INSOSPETTABILI

giovedì 24 aprile 2014

I PADRINI DI GOMORRA IN POSA CON SPECIAL ONE E I CAMPIONI DEL CHELSEA IN ALBERGO A BARCELLONA

Hotel Arts di Barcellona. Anno 2006. Mese di marzo. Una suite vista mare costava 7 mila euro a notte. Tre di queste suite erano prenotate da tre Napoletani: Carmine Pagano, Carmine Amato e Rito Calzone. Tre camorristi, tre signori della droga, tre capi di Gomorra. Sono accusati tra l’altro dell’omicidio di Carmine Anoruso commesso il 5 marzo in questa sala  bingo a Mugnano in Provincia di Napoli. I legali della difesa per scagionarli da questo assassinio hanno presentato come prova queste foto. Riconoscerete sicuramente Special One, José Mourinho, e alcuni  campioni del Chelsea della stagione 2006: Franckie Lampard, Nuno Ribeiro o se volete Manishe, Hernan Crespo… Allogiavano nello stesso albergo dei tre napoletani, inconsapevoli, ovviamente, si sono fatti fotografare con loro.  Foto che sarebbero state scattate tra il 3 e il 6 marzo del 2006….quando il Chelsea si trovava a Barcellona per giocare il 7 marzo la partita di ritorno di Champions valevole per l’accesso ai quarti di finale… 

Gli scatti sono stati pubblicati oggi  dal quotidiano “Roma”,  in edicola nella nuova veste grafica e mostrerebbero i tre imputati per omicidio Carmine Pagano, Carmine Amato e Rito Calzone nei corridoi dell'hotel assieme a Mourihno e i campioni della squadra di Roman Abramovich.   Le foto, le ricevute del pagamento dell'albergo, i biglietti aerei dimostrerebbero che i tre non potevano essere in provincia di Napoli a commettere un omicidio perché erano in Spagna… spiega il quotidiano Roma in un ampio reportage dedicato alla cosca camorristica degli scissionisti, noti anche come gli spagnoli per i loro interessi economici ed imprenditoriali sulla costa iberica…e perché è da lì, dalla Spagna che seguono gli affari di droga e le importazioni di fiumi di cocaina dal Messico e dalla Colombia.


giovedì 17 aprile 2014

BUROCRAZIA MALATA E PICCOLE MAFIOSITA' QUOTIDIANE NELL'ITALIA D'OGGI

Pensierino per il premier Renzi e piccolo spunto per noi italiani. Una mia amica mi ha spiegato che cosa significa provare a fare impresa in Italia. Lei ci prova da donna assieme ad una sua amica donna. Credo ora di aver capito anche meglio perché siamo un Paese mafioso fino al midollo. E credo di aver capito meglio di quanto lo avessi già compreso cosa significa Gomorra o camorra. Lei ha voluto investire una somma importante per aprire un locale notturno. Non importa dove. L'ha fatto. Ha creato posti di lavoro, molti precari ma comunque persone che possono contare su un reddito a fine mese. Ebbene questa mia amica ha dovuto affrontare una via crucis burocratica che a spiegarla non basterebbe un libro e a digerirla occorrerebbero chilogrammi di Malox. Certificati, richieste, attestati, documenti, notaio, commercialista, consulente del lavoro, permessi del Comune, della Provincia, della Regione, dei Vigili del Fuoco, l'agibilità, la sicurezza, l'iscrizione nel registro Asl, la Siae, i vigili urbani, la polizia, le tasse e altri 53 adempimenti burocratici che fanno venire i brividi per l'inutilità e la indispensabilità. Senza una cartuscella non si apre. Poi però, dopo questa via crucis, arriva il momento più complicato. Avere a che fare con la camorra, le camorre quotidiane. Quelle camorre che si consumano sotto gli occhi di tutti, che fanno parte del vivere d'oggi. Il politico che ti impone il tecnico tizio. Il burocrate che ti fa capire che la pratica va avanti prima se si fa un regalo a Caio. Il funzionario che ti spiega dove e come investire i soldi per fare pubblicità così stai sereno e non hai problemi. L'agenzia di pubblicità rivale che viene a minacciarti perché hai investito dalla sua concorrente e dunque devi aspettarti chissà quale ritorsione. Un po' come fanno i camorristi, quelli che però hanno davanti a loro le solite due strade obbligate: viale del Riposo Eterno e/o Grand Hotel Poggioreale. Poi c'è il giornaletto locale con lo scribacchino di turno (con regolare tesserino dell'ordine dei giornalisti) che se non fai pubblicità sulla sua carta straccia comincia a minacciarti di scrivere chissà cosa contro di te dimenticando che in Italia c'è il codice penale e che è previsto il reato di estorsione. Insomma, uno schifo, una merda che quando questa mia amica me l'ha raccontata ho capito perché va fatta una battaglia violentissima contro la burocrazia malata, la politica sporca e certi scribacchini cagnolini da riporto del potere malato che sporcano la nostra quotidianità. Noi siamo persone migliori, persone perbene, certe cose non le dobbiamo consentire. Siamo un paese che ha una sana e robusta Costituzione, buone leggi e grandi passioni per sconfiggere questa feccia che sporca la quotidianità e la normalità di ognuno di noi. Alla mia amica ho detto: brava. Lei si che ha avuto (scusate la volgarità) le palle. Quelle che mancano a tanti maschietti ricattatori, mestatori, poveracci che fingono di avere un ruolo in questa società malata che contribuiscono a insozzare e a renderla com'è: Gomorra. Gomorra non è Scampia, non è Napoli, non è un luogo fisico ma comportamenti, mentalità, subcultura.

martedì 15 aprile 2014

CORRUZIONE, AGLI ARRESTI DOMICILIARI IL PREFETTO ENNIO BLASCO E TRE IMPRENDITORI DEL NOLANO

Quattro arresti. Il prefetto di Benevento Ennio Blasco e tre imprenditori del Napoletano. L’accusa è quella di corruzione. Il corrotto sarebbe il prefetto. In cambio di ritardi sul rilascio della certificazione antimafia otteneva dagli imprenditori il pagamento di qualunque spesa quotidiana…. dalle ricariche telefoniche, all’impiego per la figlia presso società del gruppo di vigilanza, dalle spese di lavanderia a  biglietti ferroviari a gioielli, ristoranti… insomma la spesa quotidiana. Gli inquirenti definiscono la vicenda come caso di corruzione permanente. 
I fatti di corruzione sono relativi agli anni 2009 - 2011 quando Ennio Blasco era a capo della Prefettura di Avellino. In pratica gli istituti di vigilanza non consegnavano la certificazione antimafia agli enti pubblici per i quali lavoravano per ritardi ingiustificati degli uffici della prefettura di Avellino. E per questo le società private che si occupavano di controllo e sicurezza all’interno dei locali di aziende pubbliche in Irpinia (da Equitalia a società che si occupava di trasporti) gli appalti non venivano bloccati e gli imprenditori continuavano a guadagnare. Gli uomini del nucleo di polizia tributaria della guardia di Finanza di Napoli hanno scoperto che questi ritardi non erano frutto dell’inefficienza della burocrazia ma di un collaudato sistema corruttivo… che poi sono i due mali del Belpaese, che costano alle casse dello Stato miliardi di euro ogni anno. L’inchiesta che ha portato a quest’epilogo nasce l’indomani del sequestro lampo nel settembre del 2010 e della liberazione di Antonio Buglione con l’arresto poi di quattro banditi sardi che avevano chiesto 5 milioni di euro per il rilascio. I finanzieri entrarono in azione per capire se la famiglia dell’imprenditore aveva pagato il riscatto visto che i beni furono bloccati dalla magistratura come di prassi in questi casi…. é bastato guardare nei conti degli imprenditori per trovare troppi pagamenti di beni e servizi per un prefetto… E’ bastato seguire la scia dei soldi ed arrivare a Ennio Blasco… non nuovo a guai giudiziari. Fu già indagato, ma ne uscì pulito, nell’ambito di un’altra inchiesta a Napoli quand’era vice Prefetto. 

mercoledì 9 aprile 2014

NUOVO ARRESTO PER NICOLA SCHIAVONE, IL FIGLIO DEL PADRINO DI GOMORRA: FACEVA ANCHE L'USUARIO

Nicola Schiavone usuraio. Emerge da un'inchiesta che in qualità di capo dell’organizzazione mafiosa casertana, si occupava spesso anche direttamente non solo dei prestiti usurai, che potevano raggiungere fino al 5 per cento al mese di interessi , ma anche di minacciare quelli che non versavano in tempo gli interessi sui prestiti. Tra le tante vittime dei camorristi c’era anche una coppia di imprenditori che versando in stato di bisogno per rilanciare la loro aziende chiedono un prestito a persona del clan per 200 mila euro e si vedono costretti  restituirne oltre 350 mila. Stesso tipo di prestiti a strozzo con interessi da capogiro vengono imposti a tanti altri imprenditori che restituiscono fino all’ultimo centesimo oltre agli interessi per paura di ritorsioni degli Schiavone.  

SESSO IN CAMBIO DI APPALTI, STORIE DI CORRUZIONE NEL COMUNE DI SANTA MARIA A VICO: NOVE ARRESTI

Dalle prime ore dell’alba i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Caserta, coordinati dalla D.D.A. di Napoli, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 9 indagati, tra cui alcuni amministratori pubblici del Comune di Santa Maria a Vico, ritenuti responsabili, a vario titolo, di turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio, corruzione e sfruttamento della prostituzione, aggravati dal metodo mafioso. 

lunedì 24 marzo 2014

MAZZETTE MILIONARIE PER L'APPALTO SISTRI, ANCORA ARRESTI E SEQUESTRI DI BENI

Le accuse sono quelle di associazione per delinquere e corruzione. Gli indagati che sono stati arrestati a l’alba e posti ai domiciliari dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli sono Lorenzo BORGOGNI, ex Direttore Centrale Relazioni Esterne di Finmeccanica, Stefano CARLINI,  ex Direttore Operativo della Selex Service Management S.p.a. (società controllata del Gruppo Finmeccanica), e  gli imprenditori romani Vincenzo Berardino ANGELONI (anche ex parlamentare del Pdl) e Luigi MALAVISI
E’ un filone di indagini di un’inchiesta molto delicata e ampia che coinvolge il colosso Finmeccanica ed alcune aziende controllate, e che nell’aprile del 2013  consentì alla procura distrettuale antimafia di Napoli di richiedere altri 22 provvedimenti di custodia cautelare, 3 in carcere e 22 ai domiciliari… Tra gli indagati c’era anche l’allora sottosegretario a Palazzo Chigi, con Mario Monti Premier, il professor Carlo Malinconico. Gli inquirenti indagano sul Sistri, acronimo di Sistema di Tracciabilità dei Rifiuti… appalto stimato in circa 400milioni di euro del Ministero dell’ambiente  …  mai entrato in funzione e diventato - a giudizio dei magistrati dell’Antimafia di Napoli - fonte di corruzione sia nella fase di aggiudicazione dell’appalto che in quella di esecuzione delle opere. Appalto su cui è stato difficile indagare perché -incredibile ma vero - era stato apposto il segreto di Stato. Ulteriori indagini dopo quegli arresti hanno consentito ai finanzieri di accertare che, attraverso un articolato sistema di false fatturazioni e sovrafatturazioni nei rapporti tra la Selex Service Management S.p.a. e le molteplici società affidatarie compiacenti, erano stati creati cospicui “fondi neri”, destinati, secondo la ricostruzione della procura di Napoli, al pagamento di tangenti,  anche mediante la costituzione di società estere in paradisi fiscali del Delaware (Stati Uniti d’America) e l’apertura di conti correnti cifrati in Svizzera.
In tale ambito, sulla base degli esiti investigativi, Angeloni viene descritto dai finanzieri che l’hanno intercettato e pedinato come una sorta di braccio operativo dei vertici di Finmeccanica, occupandosi della richiesta e dell’esazione delle somme di denaro illecitamente accumulate, per recapitarle ai vertici del gruppo industriale. L’imprenditore risultava  anche destinatario di ulteriori somme originate da false fatturazioni, emesse a fronte di fittizi contratti di consulenza, predisposti a nome di una società cartiera appositamente costituita attraverso prestanomi.
Le investigazioni riguardano anche un episodio di corruzione per 4 milioni di euro, parte dei quali consegnati per contanti direttamente negli uffici di Finmeccanica, celati all’interno di due borsoni della società sportiva Valle del Giovenco.

In tale contesto investigativo, sono in corso numerose perquisizioni. 

mercoledì 5 marzo 2014

ESERCITO SCHIERATO A DIFESA DELLA DISCARICA DI CHIAIANO IN MANO ALLA CAMORRA? ECCO COSA SCRIVONO I MAGISTRATI DELL'ANTIMAFIA DI NAPOLI

PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI NAPOLI
Direzione Distrettuale Antimafia 

COMUNICATO STAMPA


A conclusione delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli–Direzione Distrettuale Antimafia, nelle prime ore di oggi i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Caserta e quelli del NOE di Napoli hanno dato esecuzione a 17 ordinanze di custodia cautelare - 8 in carcere e 9 arresti domiciliari - nei confronti di altrettante persone indagate, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo camorristico, attività di gestione di rifiuti non autorizzata, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, truffa, frode nelle pubbliche forniturefalsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, con l’aggravante della finalità agevolatrice del sodalizio “dei Casalesi”, fazione Zagaria. 
L’attività di indagine - incentrata sugli interessi economici e imprenditoriali della criminalità organizzata nel settore dei rifiuti e, in particolare,  nell'ambito dei lavori di realizzazione e  gestione della discarica di Chiaiano (NA) - ha avuto inizio nel 2008 e si è conclusa nel dicembre del 2013. 
Si è sviluppata, in particolare, su tre filoni investigativi: l'infiltrazione camorristica negli appalti della suindicata discarica cittadina, le modalità di gestione della stessa e le false attestazioni redatte dai funzionari pubblici, che hanno consentito agli amministratori delle Società IBI IDROBIOIMPIANTI spa e EDILCAR, riconducibili ad alcuni degli indagati, di proseguire senza interferenze i lavori all’interno della discarica, conseguendo nel tempo illeciti profitti.
Le investigazioni, condotte dai Carabinieri anche attraverso attività d’intercettazione e riscontrate da dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di ricostruire il legame dell’indagato CARANDENTE TARTAGLIA GIUSEPPE con esponenti apicali delle organizzazioni camorristiche dei NUVOLETTA di Marano e dei MALLARDO di Giugliano prima e, successivamente, dei POLVERINO di Marano. 
Il legame criminale più forte è stato senz’altro quello che l’indagato ha instaurato con la famiglia ZAGARIA, per cui gli è stata contestata la partecipazione al sodalizio dei Casalesi, fazione Zagaria, capeggiata da Michele e Pasquale ZAGARIA. Sulla base della ricostruzione accusatoria, avvalorata dal GIP, il suddetto Carandente, in qualità di imprenditore operante nello strategico settore della gestione del ciclo legale e illegale dei rifiuti, ha fornito ad esso un rilevante contributo, consentendo, tra l’altro, agli esponenti del sodalizio camorristico di partecipare alle attività imprenditoriali del settore attraverso la copertura delle sue aziende.
In tale contesto, le attività investigative hanno evidenziato che, nel periodo lunghissimo dell’emergenza rifiuti, la FIBE ha sottoscritto, con società riconducibili alla famiglia CARANDENTE TARTAGLIA ben 63 contratti per il trasporto ed il movimento terra, nonché per la realizzazione di lavori vari, molti dei quali puntualmente subappaltati dalla Ibi Idroimpianti.

Le dichiarazioni rese in merito dai collaboratori di giustizia hanno confermato quello che il quadro probatorio aveva già reso evidente: un consistente rapporto imprenditoriale esistente tra le imprese dei fratelli CARANDENTE TARTAGLIA e la FIBE. 
Tale rapporto ha rappresentato il presupposto necessario a che la FIBE-FISIA operasse con relativa tranquillità nel territorio, in assenza di eclatanti conflitti tra i gruppi criminali locali e le imprese impegnate nel settore. 
La possibilità di assicurare alla criminalità organizzata, attraverso le imprese del CARANDENTE TARTAGLIA, una parte delle risorse ottenute da FIBE-FISIA, ha evidentemente enfatizzato il ruolo del CARANDENTE (longa manus di ZAGARIA Michele) quale interfaccia con la pubblica amministrazione.

Sono state altresì ben delineate le connessioni esistenti tra le società IBI IDROBIOIMPIANTI spa (della famiglia D’Amico e colpita in data 15.12.2010 da interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Napoli, impresa leader nel settore che ha lavorato anche per la realizzazione e gestione della discarica Bellolampo di Palermo) e la  Edilcar Srl della famiglia Carandente Tartaglia. 
Le attività di indagine hanno riscontrato le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, che avevano individuato nel duo IBI IDROBIOIMPIANTI-EDILCAR un binomio già da anni legato alla famiglia Zagaria. Le attività di intercettazione hanno, fra l'altro, evidenziato che i Carandente Tartaglia erano sicuri di essere destinatari di lavori per la realizzazione della discarica di Chaiano molto prima della conclusione della procedura di gara. 

giovedì 20 febbraio 2014

SELF - SECONDIGLIANO LIBRO FESTIVAL, QUANDO SCUOLA E CULTURA FANNO PAURA ALLA CAMORRA

La prima cosa che mi viene in mente quando parlo di  “SeLF - Secondigliano Libro Festival” è che si tratta di un’iniziativa culturale. Cultura, l’unica cosa che fa davvero paura a chi ogni giorno si industria per il male e contro il bene comune. SeLF è poi iniziativa lodevole perchè consente ai ragazzi delle scuole medie di leggere libri che si occupano del luogo in cui sono




nati, dei loro sentimenti, dei loro sogni e bisogni, delle loro necessità e delle mille difficoltà e sofferenze che quotidianamente incontrano per poter essere bambini in un quartiere adulto, vecchio, incapace di sognare, forse rassegnato al male.

lunedì 13 gennaio 2014

TERRA DEI FUOCHI & RIFIUTI TOSSICI INTERRATI DAI PADRINI DI GOMORRA, ORA SI SCAVA ACCANTO AL CIMITERO DI CASAL DI PRINCIPE

Ancora brutte notizie dalla cosiddetta Terra dei Fuochi. Corpo Forestale dello Stato e Carabinieri da questa mattina, su ordine della procura distrettuale antimafia di Napoli, iniziano una nuova campagna di scavi alla ricerca di altri siti inquinati dai rifiuti tossici interrati dalla camorra.

mercoledì 8 gennaio 2014

ABBIAMO RISOLTO IL DRAMMA DELLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE A NAPOLI: DROGA LIBERA E PUTTANE A GO GO

Puttane da gestire nelle case chiuse e locali da sballo. Si', quei locali dove la droga e' libera e legale. Posti dove ti fai e te ne vai. Se vuoi ballare, balli, altrimenti fumatina di marjuana, sniffatina di cocaina (la coca e' droga leggera? Boh!, chiederemo) e poi a casa dove t'aspetta mamma' e papa' per cena o la mogliettina. E se non hai nessuno che t'aspetta e hai qualche soldino in tasca, ti fai e vai a puttane. Prostitute legalizzate. Come la droga che ti fai, le-ga-liz-za-ta. A Napoli - informa una nota - nascono i comitati per la legalizzazione delle droghe leggere e della prostituzione. Motivazione nobile: sono mercati che vanno sottratti alla camorra. Ma certo! Non solo. I coffee shop (li chiamano cosi i locali da sballo) e le case chiuse - e' scritto sempre nella nota - saranno gestite da giovani disoccupati. Che e' una roba meravigliosa. In un solo colpo consenti ai drogati di drogarsi, ai puttanieri di andare a puttane, uccidi la camorra che lucra su questi traffici e praticamente abolisci la disoccupazione giovanile.
Una proposta fantastica lanciata dai primi comitati per la legalizzazione delle droghe leggere nati a Napoli. A promuoverli - i comitati - sono il leader degli ecorottamatori Verdi Francesco Emilio Borrelli e Gianni Simioli, popolare conduttore radiofonico, artista e provocatore della radiazza, trasmissione cult su Radio Marte.
Cavolo ma una roba cosi' semplice perche' non era venuta in mente a nessuno prima? Ah, chissa' se legalizzeranno solo le puttane o anche i puttani.

domenica 5 gennaio 2014

STATALE 268, LA STRADA-CIMITERO CHE PORTA DRITTO ALL'INFERNO

Altri quattro morti. Un'altra strage. Un'altra volta sulla Statale 268 del Vesuvio, al km 23, in territorio del comune di Boscoreale. Questa volta sul selciato, dopo uno scontro frontale, restano Giovanni Tortora, 21 anni, di San Giuseppe Vesuviano, Mario Boccia, 23 anni, di San Giuseppe Vesuviano, Kowalski Krzysztof Jan, 25 anni, la madre Kowalska Dorate, 45 anni, entrambi polacchi, residenti a Boscoreale. Unica sopravvissuta una ragazza di 23 anni, ricoverata in condizioni disperate. Più che una strada la Statale del Vesuvio e' un cimitero. Il conto dei morti su questa strada l'abbiamo perso. Ogni tanto la chiudono, fanno indagini, provano a capire se e' davvero pericolosa, se e' sicura, poi pero' la riaprono come se nulla fosse mai accaduto. Ogni incidente stradale e' una strage. Ogni volta e' uno scontro frontale. Una carneficina.

sabato 4 gennaio 2014

NAPOLI E LA CAMPANIA, STORIA DEI SITI DEI BORBONE, DELLE RESIDENZE PER I BARBONI E DELLA POLITICA BARBONA

Abbiate pazienza. Vi chiedo di fare una lettura attenta di questo link: http://it.wikipedia.org/wiki/Residenze_reali_borboniche_in_Campania. Pochi minuti è il tempo di somministrazione di questa medicina. Potete farvi un'idea dell'immensa bellezza delle dimore borboniche in Campania. Poi se ne avete tempo vi consiglio di andare a visitarle di persona. Fatemi sapere, se volte o potete, i sentimenti che provate alla vista di Palazzo Reale a Napoli, la Reggia di Caserta, il sito di Carditello e tutti gli altri. 

venerdì 3 gennaio 2014

IL KAMASUTRA ELETTORALE E GLI ITALIANI BEATI E BEOTI CHE ASPETTANO

Doppio turno alla francese. Modello spagnolo. Sistema tedesco. Turno unico alla russa. Semi-presidenzialismo all'amatriciana. Mattarellum con gnocche alla borbone. Porcellum all'italiana. Proporzionale all'olgettina. Doppio misto con recupero maggioritario per deputati trombati. Basta chiedere in giro e chiunque, in Italia, ha una riforma elettorale pronta al varo.

lunedì 2 dicembre 2013

GIORNALISTI, CANI DA GUARDIA DEL POTERE O CANI DA SALOTTO DEI POTENTI? L'ITALIA RACCONTATA ATTRAVERSO BANALITA' E LUOGHI COMUNI

Possiamo anche noi dire, come in America, che il giornalismo è il cane da guardia del potere? O siamo un po’ il cane da compagnia, da salotto o peggior ancora da riporto?.
Come raccontiamo il Sud, le città del Sud? Che cosa leggiamo sui giornali di questo pezzo d’Italia? Che cosa vediamo in tv, nei telegiornali, nei programmi di approfondimento, giornalistici e non, del Sud del nostro Paese? Quali sono i network informativi nazionali e internazionali che raccontano stabilmente quello che accade a sud di Roma? Perché un giornale o un telegiornale internazionale quando si occupano di vicende che riguardano il Sud usano sempre l’espressione generica di Southern Italy e mai fanno riferimento al luogo in cui quel fatto è accaduto?

venerdì 22 novembre 2013

MANFELLOTTO CONTRO DE MAGISTRIS, DUE CAUSE PERSE SULL'ACQUA DI NAPOLI E I GIORNALISTI NOVELLI GESU' CRISTO DEL TERZO MILLENNIO

Ai giornalisti capita di scrivere sciocchezze. Di difenderle pensando trattarsi di idee sane. Idee utili per una causa. E capita persino di innamorarsene di queste idee. Poi quando scopriamo che quelle che propaliamo non sono idee, non servono una causa ma contribuiscono a perdere una causa, intelligenza vorrebbe che uno le rivedesse, cominciasse a chiamarle col nome giusto e cioè sciocchezze, e chiedesse scusa per rimediare l’errore fatto. Non c’è nulla di male nel cambiare idea quando ci si accorge che è sballata. I giornalisti non sono novelli Gesù Cristo del terzo Millennio che offrono verità rivelate. Capita di sbagliare. E cambiare idea  è segno di intelligenza. Perciò caro direttore dell’Espresso Bruno Manfellotto, napoletano doc, dica che quella copertina su “Bevi Napoli e poi muori” è sbagliata, è eccessiva,  non giustifica il contenuto dell'inchiesta e la chiuda lì la polemica. Il sindaco di Napoli ha fatto bene a difendere la città di Napoli. E lo ha fatto, finora, anche con intelligenza e serenità. Ho un’idea, che a me pare buona. Il direttore  Manfellotto si capacita di aver sbagliato copertina, ne fa una migliore, risarcisce così Napoli che è stata danneggiata da quel “Bevi Napoli e poi muori” e il sindaco si comporta da galantuomo qual è!. Niente risarcimento danni miliardario. Anche questa non è una di quelle idee di cui andare fieri.

martedì 19 novembre 2013

ADDIO A MARCELLO D'ORTA, DIVENTO' FAMOSO CON "IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO". IL RICORDO DEL FIGLIO GIACOMO E DI DON LUIGI MEROLA

 Giacomo D’Orta, giovane vice-parroco della Basilica di San Francesco e Paola, ricorda il suo papà, Marcello D’Orta, morto a 60 anni, alla fine di una lunga e dolorosa malattia nella sua casa del Vomero, quartiere borghese di Napoli, come un buon cristiano che alla fine del suo percorso terreno ha voluto scrivere un libro per riassumere le sue emozioni, il suo affetto per Gesù. Marcello D’Orta è stato ucciso da quello che a Napoli chiamano un brutto male o male incurabile.

lunedì 18 novembre 2013

ASSEGNATO IL PREMIO DI GIORNALISMO INTITOLATO A FRANCESCO LANDOLFO, INDIMENTICATO VICE DIRETTORE DEL QUOTIDIANO "ROMA"

Cerimonia di consegna del Premio di giornalismo “Francesco Landolfo” presso la sede dell’Istituto di cultura meridionale, in via Chiatamone 63 (Palazzo Arlotta), Napoli.

PAPA FRANCESCO TELEFONA A SUORA TERESA DI CASAL DI PRINCIPE: PREOCCUPATO PER I BIMBI DELLA TERRA DEI FUOCHI. PATRICIELLO LO INVITA A VISITARE I LUOGHI DEL DISASTRO

Coltivare e custodire il Creato. Fu il primo appello di Papa Francesco nella Omelia della Messa per l'inizio del suo Pontificato. Per la Terra dei Fuochi, questo pezzo d’Italia dove la camorra ha interrato rifiuti tossici e nocivi, avvelenato la terra e inquinato le falde acquifere il Pontefice ha parole di attenzione e di amore, si preoccupa per la sofferenza della gente che abita in queste zone che gli hanno spedito migliaia di cartoline.

domenica 17 novembre 2013

CENTOMILA IN PIAZZA A NAPOLI PER DIRE NO ALLA CAMORRA DEI RIFIUTI E RICORDARE CHE CI SONO ANCHE I BAMBINI CHE MUOINO DI CANCRO E TUMORI GRAZIE AI MAFIOSI CASALESI E AL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI

La pioggia battente non fa fermato il fiume di persone che sono arrivate a Napoli per dire no alla camorra dei rifiuti interrati, per dire stop al biocidio. Erano in 70mila, forse 100mila, hanno sfilato da piazza Mancini fino a piazza del Plebiscito per  chiedere bonifiche, spegnere i roghi tossici e per ricordare a tutti i morti ed assicurare un futuro ai bambini. Un corteo variegato - un fiumeinpiena  - composto da mamme e bambini, da uomini delle istituzioni, dello spettacolo, da rappresentanti dei vari comitati della Terra dei fuochi e da uno sparuto gruppo di contestatori che ha urlato contro tutti, anche quando, quasi al termine della manifestazione, padre Maurizio Patriciello (il sacerdote antiroghi di Caivano) ha nominato il Capo dello Stato e il cardinale Crescenzio Sepe, per ricordare il loro impegno per i cittadini napoletani. I manifestanti hanno detto ''vogliamo vivere'' e chiesto subito la bonifiche delle aree inquinate ritenendo pero' che lo strumento della legislazione speciale non sia quello piu' adeguato. La priorita', hanno detto, ''deve essere quella della mappatura''. 
''Mi sento come un padre al quale hanno stuprato un figlio'', ha detto don Patriciello dal palco denunciando che oggi ''tutti si nascondono dietro la camorra ma alla camorra qualcuno ha dato i veleni affinche' venissero smaltiti in questa terra''. Ad aprire il corteo lo striscione con la scritta 'No al biocidio'. Nessuna bandiera di partito. Ed alcuni manifestanti hanno chiesto, in maniera anche abbastanza decisa, che anche i gonfaloni dei Comuni - ad iniziare da quello di Napoli - sfilassero nelle seconde file. 'Unfiume in piena' che ha attraversato la citta' per ''chiedere giustizia per i morti (i bimbi deceduti sono stati ricordati con un minuto di silenzio) e un futuro per i bambini'', come hanno detto i manifestanti. Toccante la testimonianza dal palco, il ricordo di una mamma che ha perso il suo bimbo di due anni. Parole, ha detto che ''non vogliono essere la fiera delle emozioni al buon mercato'' ma che hanno rappresentato un monito a fare presto. Anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e' sceso in piazza, facendo un breve tratto del corteo, ''come un semplice cittadino e senza fascia tricolore''. Tra gli amministratori anche alcuni di Comuni del nord di Italia, oltre a diversi primi cittadini della Campania, per dare solidarietà agli abitanti di una terra che, come ha detto, don Patriciello ''e' moribonda ma non vuole morire''. 

mercoledì 6 novembre 2013

BASSOLINO PROSCIOLTO DA TUTTE LE ACCUSE NEL PROCESSO SUL CICLO DEI RIFIUTI

Ho fatto errori politici: quello di essermi ricandidato alla presidenza della Regione nel 2005, perchè non si può restare in carica, tra città e Regione, per oltre sedici anni'', e ''anche di non essere riuscito a uscire rapidamente dall'emergenza dei rifiuti che ancora oggi incombe su Napoli. Pero' nessuno puo' mettere in dubbio la mia onesta'''. 

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